Le pareti di Finale Ligure non hanno certo bisogno di presentazioni. Mecca dell’arrampicata in Italia, è anche capitale dell’outdoor a tutto tondo.Torniamo qui dopo qualche anno di assenza, sfruttando un lungo ponte primaverile, un'ottima stagione per arrampicare a Finale, generalmente affollata, tanto di climber, quanto degli amanti della spiaggia.Abbiamo scelto le falesie in base al meteo, alla voglia di ingaggio e soprattutto evitando quelle che non sono frequentabili con bambini. Il viaggio si è rivelato molto interessante, in particolare nel constatare che negli ultimi anni in zona sono sorte numerose pareti attrezzate in ottica Plaisir, con chiodatura ravvicinata e grado "amico", in contrasto con alcune palestre e settori storici. La grande quantità di tiri da scalare permette di trovare sempre un angolo adatto alle proprie esigenze e ai propri gusti. Di seguito una breve descrizione dei luoghi che abbiamo visitato.

Valle Aquila, falesia della Coccinella

Palestra piuttosto recente, chiodata dal prolifico Giorgio Delfino. Si trova in Valle Aquila, a pochi passi delle famose guglie dei Tre Frati e contigua al settore Bric Grigio (di fatto è la stessa parete). L’alta frequentazione è giustificata dalla qualità degli itinerari e da un contesto no-big, con chiodatura relativamente ravvicinata, grado moderno e vie mediamente non troppo lunghe. La parete è ben esposta al sole, ma chi fa sicura si trova all’ombra degli alberi, di fatto il periodo ideale è la mezza stagione o l’inverno, se non è troppo freddo.Nel settore sinistro si trovano vie corte ed intense, le più difficili (max 7a) ed è il settore che va al sole più tardi. La base qui è molto comoda per famiglie.Nel settore centrale si trovano vie anche di bassa difficoltà, la base non è molto comoda, ma c’è un ottimo spiazzo qualche metro sotto la partenza delle vie, proprio sotto alla zona con divieto di scalata.Il settore destro propone belle vie lunghe con qualche strapiombino. Base scomoda in pendenza.L’avvicinamento è abbastanza lungo, circa 30 minuti con i bambini, su bel sentiero agevole. C’è solo un breve tratto con una scaletta rocciosa e corda fissa, non difficile.N.B. L’auto va lasciata sulla strada principale (è lo stesso parcheggio per gli itinerari al Bric Pianarella), non è possibile salire all’Agriturismo Ca’ di Alice come scritto sulla guida. I cartelli in loco sono piuttosto chiari ed in ogni caso si aggiungono solo 5 minuti a piedi.Le vie del vicino Bric Grigio sono meno frequentate (forse perché meno alla moda? O forse per la chiodatura non proprio generosa?..)


Valle Aquila, Falesia del Gorilla

Molte sono le caratteristiche positive di questa falesia: avvicinamento breve, chiodatura ravvicinata, molte vie facili, base perfettamente in piano, vie lunghe su ottima roccia, ombra al mattino… Infatti ci risulta essere una tra le più frequentate della zona (noi ci abbiamo passato qualche ora al mattino, con l’idea di visitare l’Acquario di Genova al pomeriggio, e la scelta è stata azzeccata!)Il luogo è decisamente consigliabile alle famiglie e a quanti scalano sul 5c-6a (c’è davvero poco di più difficile). Si scala unicamente su di una placca grigia leggermente appoggiata, a volte verticale, per lo più a buchi. Come si arriva: Risalendo la Valle Aquila da Finale, dopo il parcheggio del Bric Pianarella, si svolta a destra verso Orco. Poco dopo si trova il parcheggio sul lato sinistro della strada, appena fuori dal ciglio stradale. La capienza è sufficiente per meno di una decina di auto.


Rian Cornei, Tempio del Vento

Palestra che fa parte del microcosmo della valle di Rian Cornei, in bella posizione aperta e solare. Rispetto alle pareti più “storiche”, qui si respira un’aria più plaisir, complice l’ottima chiodatura ed il grado non severo. La bellezza e la varietà delle vie l’hanno portata ad essere una meta molto in voga negli ultimi anni, fatto che non l'ha affatto consumata.Abbiamo visitato il settore destro, il primo che si incontra. Qui le vie sono di media lunghezza, su bel calcare lavorato di varie forme e colori. Sulla sinistra si trovano alcuni spiazzi soleggiati con vie più brevi, sulla destra si trova uno spiazzo ombreggiato e vie più lunghe, oltre ad un grottino sicuramente simpatico per i bimbi.L’avvicinamento dalla Pizzeria Rian Cornei è abbastanza impegnativo per una famiglia: inizialmente si risale il fondo della valle in un ambiente simile ad una Jungla, poi si risale per sentiero relativamente ripido nel bosco inframezzato da brevi tratti di roccette e corde fisse (i bambini si possono divertire!).


Boragni, Avancorpo

La parete di Boragni è uno dei luoghi storici dell’arrampicata a Finale. L’esposizione ad Est la rende una delle pareti più frequentate nei giorni più caldi, a patto che la si visiti nel pomeriggio.Durante questa vacanza abbiamo visto due volte il settore Avancorpo, molto comodo per l’avvicinamento breve e per gli spiazzi alla base adatti alle famiglie. Il settore è stato recentemente riattrezzato, ora gli ancoraggi sono quasi sempre ravvicinati e la roccia si è conservata dall’unto che purtroppo caratterizza la parete principale.Abbiamo constatato che alcuni tiri del settore più a destra si asciugano velocemente dopo piogge abbondanti. Le vie sono tutte molto lunghe, intorno ai 30 metri, tutte su la tipica roccia grigia a buchi del Finalese. Le difficoltà si concentrano tra il 5c ed il 6c.N.B. Nei giorni festivi la frequentazione potrebbe essere al limite del sopportabile (a noi è capitato!) ed anche il parcheggio in questi casi non può ospitare tutti i climber.Nei paraggi è interessante visitare la Grotta della Strapatente, una breve avventura per i più piccoli (portatevi una torcia!)


Rocca di Perti, Ombre Blu

Rocca di Perti è senza dubbio più nota per le vie a più tiri, ma meritano una visita anche le diverse palestre di roccia che spesso presentano stili di scalata diversi dalla classica roccia a buchi del finalese. Salendo dal parcheggio di “Perti nord”, seguendo una strada forestale, si incontra prima la piccola falesia di Parete delle Gemme, poi la larga fascia rocciosa di Ombre Blu.Il settore più basso, vicinissimo alla sterrata, sul lato destro è anche chiamato Piedi dell’Elefante (c’è anche un settore più alto chiamato Pancia dell’Elefante) ed è di recente richiodatura. La roccia è tagliente e dolorosa. Consiglio la via “Le due generazioni”.La base è comoda, anche se non tutta pianeggiante. Il punto migliore rimane sulla destra sotto “Ligurritus”. Il sole arriva prima rispetto al settore sinistro, tanto che qui si può scalare anche in inverno.Anche il settore sinistro è stato richiodato di recente e rispetto al precedente si sviluppa in salita verso sinistra nel bosco. I tiri più meritevoli si trovano in questo settore, caratterizzato da belle placche tecniche e pareti verticali. Per chi è con famiglia, segnalo due ottimi spiazzi in corrispondenza delle vie “Freezer” e di “Ti Frugo nel Frigo” (questo più in basso). La parete propone vie per tutti i gradi. Si rimane in ombra tranquillamente tutta la mattinata e la base è ulteriormente schermata dagli alberi.


Per approfondire si consiglia la guida:Marco Tomassini, FINALE CLIMBING, Edizioni Versante Sud, 2022

Le pareti di Finale #1

maggio 2015

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