Sass d’Ortiga, Spigolo Wissner

Bella e nota via classica, una delle più frequentate delle Pale di San Martino, aperta il 20 agosto 1928 da Fritz Wiessner e Hermann Kee. 
La linea di salita è visibile già dal parcheggio del Rifugio Treviso: uno spigolo elegante, con un caratteristico masso incastrato, ed una cima che sembra lontanissima (la distanza dal fondovalle è senza dubbio uno dei pochi deterrenti per gli alpinisti). Peculiarità della salita è la strepitosa qualità della roccia, molto appigliata e ricca di spuntoni e clessidre lungo tutto l’itinerario. La suddivisione dei tiri non è propriamente obbligata, soprattutto nella parte centrale della via, come pure il percorso può essere leggermente variato mantenendo le stesse difficoltà. Queste si mantengono sul IV grado, eccetto per il penultimo tiro di corda, subito dopo il masso incastrato, dove si trova un passaggio di V+ obbligatorio in partenza dalla sosta (roccia un poco usurata).
Avvicinamento lungo e nel tratto dopo la Forcella delle Mughe, esposto. Discesa su terreno elementare, roccette ed un paio di doppie.
Un bel viaggio nel cuore delle Pale, consigliatissima!

gruppo Pale di San MartinodifficoltàIV, un passo di V+sviluppo800 mt c.a.quota max2.634esposizioneOvesttempo5 oreappoggioRifugio TrevisopartenzaVal Canalidata07/09/25

Avvicinamento

L’avvicinamento si può effettuare dalla Val Canali passando per il Rifugio Treviso, oppure dal versante agordino, da Gosaldo per il bivacco Menegazzi. Il tempo ed il dislivello sono simili (io comunque consiglierei la prima opzione, in quanto: si può effettuare l’avvicinamento all’ombra, si può ammirare la parete, ci si può appoggiare al Rifugio Treviso).
Avvicinamento dalla Val Canali – Dalla Malga Canali (parcheggio, m 1300 ca.) si sale per stradina e poi per sentiero sino al Rifugio Treviso, m. 1630 (un ora), da dove si prosegue per il ripido sentiero che raggiunge la Forcella delle Mughe. Dalla forcella si piega a sinistra per un evidente traccia a tratti molto esposta (prestare attenzione). La si segue sino a raggiungere un tratto molto esposto ove sono presenti cavi metallici nuovi. Superato questo tratto il sentiero si fa più agevole sino a raggiungere l’attacco della via.

Tempo – 3 ore c.a.

Descrizione dei tiri

L1 – Salire per un diedro-camino, all’inizio verticale, poi più facile. Uscire su una cengia a sinistra, dove si sosta su chiodi.

L2 – Leggermente a sx per cengia, quindi in verticale tendendo un po’a sx, seguendo la roccia meno verticale e più appigliata. Usciti su una cengia, sostare su chiodi.

L3 – Dritti sopra la sosta, poi per un breve muretto con fessurina. Si raggiunge la cresta che più su diventa spigolo affilato. Sostare su spuntone cordonato, oppure proseguire ancora.

L4 – Seguire il filo dello spigolo, con anche un paio di passi a scavalcare delle fenditure formate da spuntoni. Noi abbiamo sostato su ch+clessidra.

L5 – Ancora per spigolo, poi convenientemente si passa a dx dentro ad una fessura-camino che porta sulla cima piatta di un pilastrino. Sosta aerea, ma comoda, su chiodi.

L6 – Continuare appena a dx dello spigolo, su bella placca aerea (qualche protezione). Si sosta dopo circa 20m, su chiodi.

L7 – Traversare 2m a dx sfruttando una fessurina per le mani (liscio). Poi noi preferiamo andare leggermente a dx: superato un passo in strapiombo con difficoltà un po’più alte (V o V+) si raggiunge una parete grigia molto appigliata. Salire e sostare liberamente dove più comodo.

L8 – Obliquare leggermente a sx in direzione dello spigolo, qui meno verticale e più articolato. Salire dritti finchè lo spigolo si abbatte a cresta. Si sosta su spuntone prima di un nuovo salto sullo spigolo.

L9 – Salire il muretto che porta in cima ad una spalla. Scendere arrampicando raggiungendo il grande masso incastrato (2 spit), scavalcarlo per roccia slavata. Sostare alla base di una ripida parete, su clessidra con cordoni.

L10 – Dopo un primo passo impegnativo in leggero strapiombo si sale a prendere una fessurina con chiodi. Si asseconda questa e poi un piccolo diedro a sx. Si esce su comoda cengia a dx, dove si sosta su chiodi.

L11 – Traversare a dx verso uno spigolo, salire dritti per placca e poi in obliquo a sx per rocce articolate, fino ad uscire in vetta.

Tempo – 5 ore

Discesa

Una traccia evidente con segni rossi e ometti accompagna nella discesa. Passi di I e due camini di II+, un tratto attrezzato con una catenina di ferro (qui è anche possibile una doppia). Si scende direttamente alla Forcella delle Mughe e da qui si ripercorre la strada dell’andata fino al parcheggio

Tempo – 2 ore circa

Materiale

NDA. 1 serie di friends fino al giallo camalot, cordini kevlar per le clessidre

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