Corna Rossa-Primo Torrione, via Quinto Lina

Le Corna Rossa rappresentano l’ultima propaggine a sud con cui culmina lo splendido altipiano del Grosté, precipitando verso Vallesinella. Un piccolo lembo di roccia alto non più di 300 metri, scoperto dal grande Bruno Detassis negli anni quaranta e che ha visto nel corso degli anni la nascita di un gran numero di itinerari di diverso tipo. La relativa brevità degli itinerari e la facilità d’accesso e discesa rispetto alle pareti più interne del Brenta, la rendono una meta molto apprezzata e frequentata, anche ad inizio stagione.
La via Quinto Lina, aperta da Giuseppe Malfatti e Omar Oprandi nel 1998 è un itinerario di stampo sportivo che si sviluppa sul lato più occidentale della Corna Rossa, su di una parete che rimane in ombra tutta la mattina. Dopo un primo tiro di calcare non eccellente, si scala sempre su roccia buona, nera di colata, molto diversa dalla classica chiara del Brenta. L’assicurazione è buona a spit ed abbastanza ravvicinata (friend inutili).
Itinerario plasir, divertente se si guarda al pure gesto sportivo, ma tuttavia poco logico.
N.B. Qualche sosta andrebbe rivista (sono presenti alcuni ancoraggi artigianali e spit che sembrano piantati a mano – sempre 1 spit “nuovo” vicino).

gruppo Brentadifficoltà6a+sviluppo240 mt c.a.quota max2.317esposizioneOvesttempo3 oreappoggioRif. GrafferpartenzaVallesinella, Campigliodata11/08/26

Avvicinamento

Da Vallesinella: si segue il sentiero per il Rifugio Graffer (soluzione economicamente migliore).
Dal Rifugio Graffer (noi vi abbiamo pernottato perciò siamo saliti utilizzando la costosa funivia del Grosté e fermandoci al primo troncone): raggiunto il Rifugio Graffer (30 min. dall’arrivo della funivia per comoda sterrata) scendere in direzione di Valesinella, per larghi tornanti, fino a portarsi più bassi della parete della Corna Rossa. Qui si individua una traccia con ometto che sale ripida verso le pareti.
Sotto alle rocce, traversare a sinistra per erba (poche tracce). All’attacco c’è un piccolo spiazzo ed una scritta rossa sbiadita. Presenti delle iniziali che non c’entrano nulla con la via, più a sx c’è un’altra via con una targhetta in metallo (“super…”).

Tempo – 1 ora dal Rifugio Graffer; 1 ora e 30′ da Velesinella

Descrizione dei tiri

L1 – Salire un facile risalto per placchetta. Superare degli strapiombini ed un breve diedro. Facilmente alla sosta. 40m, 5c

L2 – Seguire uno spigoletto a sx, che poi diviene placca. Obliquare a dx. Ancora per placca e con illogica traversata di 2m a sx, alla sosta. 35m, 5c

L3 – Salire per placche nere con bella arrampicata. Un passo difficile per entrare in un diedro sulla dx. 30m, 6a

L4 – Ribaltare a dx aggirando un tetto, poi per placca tranquilla. 25m, 6a

L5 – Tiro chiave. Salire per parete verticale. Un tratto va affrontato rimanendo a dx degli spit. Si ritorna a sx per la sosta, sotto grandi tetti. 25m, 6a+

L6 – Obliquare a sx e scalare sullo spigolo o sulla fessura di sx. Traversare poi a sx e portarsi dentro al diedrone finale. 35m, 5c

L7 –  Sopra la sosta si affrontano dei passaggi difficili, poi si scala su roccia sempre più appigliata e facile fino ad uscire dalla parete. 45m, 6a+

Discesa

Ci si trova su di una sorta di larga cengia con erba e detriti. Seguire la cengia a semicerchio, risalire un canale. Noi siamo saliti poi a destra ad una zona di rocce carsiche, quindi per erba, lastroni e brevi passaggi in salita si traversa fino alle pista da sci e dunque al Rifugio Graffer.

Tempo – 30 min


Materiale

NDA

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