Cima dei Preti, Cresta Sud-Ovest

Faticosa, lunga, impegnativa… Grandiosa e molto remunerativa!
La cresta in questione è il susseguirsi delle cime più importanti del sottogruppo dei Preti, in ambiente selvaggio lungo il Ciol di Tarsia e poi aereo e panoramicissimo nella cavalcata di tutte le cime. Certo la giornata è di quelle che non si scordano sia per i luoghi…che per il mal di gambe! Si tenga conto infatti che il dislivello positivo è di 2000 mt (e anche qualcosina in più per i saliscendi in cresta), senza contare che in salita i sentieri ben battuti ve li potete anche scordare.

Sintesi del percorso: cresta delle Ciazze Alte, Anticima Sud di Cima Cantoni, Cima Cantoni, Punta Compol ed infine Cima dei Preti
In auto: da Cimolais fino alla sbarra della Val Cimoliana

gruppo dolomiti d'OltrepiavedifficoltàI, II dislivello2000 mt c.a.quota max2.706appoggiobivacco GreselinpartenzaPonte Compol (728 mt)data29/07/11

Arrivato in cresta tra la Cima Cantoni e le Ciazze Alte mi sono trovato un po’ troppo discosto da quest’ultima, dunque ho evitato di scendere per salirci in cima. Ai futuri ripetitori l’arduo compito di aggiungere nella cavalcata anche questa ultima propaggine!
Vista la lunghezza dell’itinerario potrebbe essere buona cosa spezzarlo in due. Il bivacco Greselin vi risparmia almeno di scendere fino a valle lo stesso giorno. Oppure si potrebbe improvvisare un bivacco, in tal caso sconsiglio di fermarsi in basso: la zona è discretamente popolata dalle zecche. Invece un buon posto potrebbe essere nel Cadin delle Ciazze Alte, oppure nel tratto di sentiero più battuto tra Cantoni e Cima dei Preti.


Cresta delle Ciazze Alte

Conviene parcheggiare prima della sbarra della Val Cimoliana, al Ponte Compol, e da qui proseguire a piedi per circa 10minuti fino al Ponte Scandoler (se volete salire solo sulle Ciazze Alte o tornare per la Val dei Cantoni allora è conveniente parcheggiare poco prima o poco dopo il ponte).
Neanche 10m prima del ponte una traccia si inoltra nella vegetazione, seguendola si scopre che devia subito a dx, attraversando un piccolo greto e sale poi nell’erba. Dove si interrompe un ometto invita ad attraversare un torrente maggiore, dall’altra parte (sx orografica) riprende sempre nell’erba. Non preoccupatevi se a tratti la perdete, basta tener conto che si sale sempre su questo versante (la parete a dx è quella del Dosso Nadei) per traccia su erba, fino a quando finisce il bosco ed inizia una zona con mughi (non sbagliate come il sottoscritto che è entrato troppo presto nel greto). Si superano i mughi seguendo degli ometti ed infine si entra nel “ciol”, ora un po’più stretto. Si risale per ghiaie e massi oltre delle cascate a sx fino ad una invitante rampa poco oltre, con ometti. Fin qui circa 1h15′

Meglio privarsi dei “bastoncini”: da ora in poi si sale ripidi! Quindi a sx degli ometti per alcune zolle e mughi si scollina una costola erbosa. Dall’altra parte brevemente per ghiaie incontro ad un tratto più verticale, ma lo si può evitare per le solide rocce a dx e poi per mughi ricongiungendosi sopra al canale (I). Qui non salire (ometto) ma abbasarsi subito ad un torrentello. Dall’altra parte si vince un saltino e ci si immuga. Traversando praticamente in orizzontale, o salendo prima una ventina di metri, si entra in un altro canale, più largo e che sotto forma delle cascate. Si vincono delle svasature del canale sulla dx (II scarso) e quindi si può ricominciare a camminare bene per massi e scoli d’acqua. Io sto in centro, sui sassi, poi a dx evitando un liscio lastrone. Quando anche a dx inizia un lastrone ci si deve spostare al centro e per traccia su zolle e radi mughi si sale fino a che non è possibile traversare facilmente a dx sul lastrone (vedi foto). Quindi una rampetta con erba permette di accedere ad un altro vallone con torrente. Obliquando a dx si sale ad una conchetta da dove si può risalire un costone erboso-roccioso con traccia, a dx di un torrente con cascatelle. Si prosegue per una rampa rocciosa, uscendone a dx prima che finisca e proseguendo quindi per facile terreno.

percorso fino all'antecima dei Cantoni
rampa per fuggire dai lastroni

Ci si inoltra ora nel silenzioso Cadin delle Ciazze Alte. Il terreno è elementare e bisogna salire verso un salto di roccia con mughi sulla sommità. Alla base di un primo salto con mughi come cappello si devia a sx, poi per tracce si va ad imboccare una trincea (naturale!) che permette miracolosamente di superare il salto roccioso. Dopo un tratto nel canale si può uscire a sx, poi però vi rientro e salgo a dx (II) fino ad un diedro giallo inclinato. Incombono le lunghissime placconate che scendono dall’Anticima dei Cantoni. Sfruttando una serie di trincee, a tratti solo superficiali, si giunge con divertente arrampicata (I) sulla lunga cresta tra Ciazze Alte e Anticima dei Cantoni, molto prossimi alla cresta di quest’ultima.


Antecima dei Cantoni e Cima dei Cantoni (2512 mt)

Per la cresta parabolica, su roccia solida e divertente (I e II), si sale sull’Anticima Sud. Fin qui 3h30′ dal parcheggio.
Si scende per la cresta opposta, più breve, fino alle ghiaie sotto la Cima dei Cantoni. Nei pressi di una forcelletta, al sommo delle ghiaie, si imbocca un canale che conduce rapidamente in vetta (I). Oppure con difficoltà poco superiore per la parete gradonata prima della forcelletta.
Si può scendere dalla cima per il canale e senza raggiungere la forcelletta si imbocca una traccia su sfasciumi a dx che immette su traccia battuta.


Punta compol (2548 mt)

Si segue la traccia in piano ed in breve si è alla Forcella Compol, dove scollina l’Alta Via n°6.
Proseguire per tracce su cresta quasi in piano, poi scartare a sx per seguire la bella crestina della Punta Compol (I), fin sulla sommità.
Per scendere si può sfruttare la cresta opposta, intersecando anche una traccia con bolli rossi. Alla fine ci si trova sulle ghiaie sotto la nostra ultima meta.


Cima dei Preti (2706 mt)

Si segue la traccia che passa sotto una parete rossa e si giunge su un colletto ghiaioso. Appena più in là sopraggiunge la via normale. Quindi per tracce su ghiaie, a piacere, si obliqua verso sx con degli zigzag fino a toccare l’estrema elevazione, tetto dell’Oltrepiave.
Il libro di vetta è recente. Al momento della mia salita vi erano solo 5 “firme” di quest’anno. Stranamente numerose le cordate che sopraggiungono dalla via dei Triestini.

Tempo – 5 ore totali (prevedere qualcosa come 8 ore con passo “standard”)

Discesa

Dalla cima si scendono le tracce su ghiaie e poi si entra in un vallone seguendo i segnavia. Dopo molto I grado, seguendo i segni rossi, si è invitati a scendere un canale-diedro con roccia lisciata. E’ presente una corda fissa (non metallica). Si può scendere per lo spigolo del diedro (bolli), in questo caso II+. Altrimenti si possono sfruttare doppie in loco e la corda fissa.
Dalle ghiaie alla base della parete si segue una traccia in piano verso ovest, dopo un canale si giunge al Bivacco Greselin.
Da qui, per sentiero ripido e malagevole, si ritorna al Ponte Compol (2ore dal bivacco, 3-4 ore in totale)