Cima dei Tre, via dei Birbi

Parete Ovest – La nostra intenzione era quella di ripetere il “Diedro dei Bellunesi” ma ho commesso l’errore di portare con me solo lo schizzo di Santomaso, senza la foto. Risultato: siamo saliti per delle fessure più a sx, trovando chiodi e cordini di quanti come noi hanno sbagliato, finendo infine sul Pilastro del Comedon, circa 50m più in basso. La via non è entusiasmante ma propone comunque dei passaggi interessanti su roccia buona. Se vi capita di salire il “Diedro” fate attenzione a non sbagliare al secondo tiro! Avvicinamento non lungo, discesa un po’complessa e impegnativa.
Qualche anno più tardi, scopro che il percorso da noi seguito ricalca pressapoco la via “dei Birbi” di Massarotto e Mason del luglio 1983.

gruppo Civettadifficoltàino al V+sviluppo290 mt tempo4-5 oreappoggioCapanna Triestedata01/07/12

Descrizione dei tiri

L1 – Salire il muretto appigliato, raggiungere una nicchia. Superare una breve fessura nera (vecchio ch). Seguire una rampa obliqua a sx per rocce non difficili fin sotto un camino. 2ch con cordino di sosta. 50m, IV, 1pV, III+

L2 – Qui bisogna prendere la fessura nera di dx, ma sbagliamo. Percorriamo l’invitante camino di sx, che termina con una lama. Poi per rocce più semplici continuiamo leggermente verso sx. In un diedro aperto troviamo una sosta su clessidre con cordini ed anello di calata. 45m, IV+, IV e III

L3 – Direttamente per lame nere o per le più facili rocce di sx ci si porta sotto una stretta fessura gialla. Saliamo il diedro di sx uscendo su un gradino. Qui traverso a sx e ritorno a dx poco dopo (oppure si sale dritti per fessurina nera, appigli non saldissimi). Dopo qualche metro ancora si trova una sosta su 1ch e clessidre. 50m, IV e V

L4 – Si può proseguire dritti per roccia nera con lama (visibile un cordino in alto), oppure come noi salire per la parete grigia di sx (attenzione). Comunque poi entriamo e saliamo un camino aperto sulla sx. Arrivati sotto ad un camino verticale (ben visibile anche dall’attacco) andiamo per rampa a dx (1ch) e sostiamo al culmine su spuntone. 50m, V e IV

L5 – Traversiamo 5m a dx e saliamo qualche metro su roccia nera, rinvenendo 2ch di sosta. Saliamo verso un giallo camino friabile ma lo evitiamo uscendo a sx presso dei blocchi non solidi. Si sfrutta una fessura orizzontale e poi si vince uno strapiombino nero esposto. Per roccia appigliata e facile obliquiamo a sx fino a portarci in linea con il camino citato nel tiro precedente. Sosta su varie clessidre. 45m, IV, V, 1pV+, III

L6 – A sx si vede l’erba sulla cima del Pilastro del Comedon. Per facili rocce appigliate, a piacimento, fino ad uscire in cresta dove c’è la labile traccia di discesa. 50m, III e III+

Tempo – 4-5 ore

Avvicinamento

Da Capanna Trieste fino a poco prima del ponticello di ferro sul torrente dove iniziano i tornanti verso il Vazzoler. Da qui si va a dx (indicazioni per il Rif.Carestiato). Si segue il buon sentiero fino ad arrivare in linea con la base della parete. Quindi per mughi ed arbusti si va sotto le rocce. Verso sx si risale uno sperone erboso e poi per cornice esposta si rientra a dx su cengia. L’attacco è presso una placchetta con roccia compatta.
Tempo – 1h15′-30′


Discesa

Per traccia si scende per una decina di metri. Qui a dx c’è una sosta con 2ch di calata (lunga), oppure si scende per un canalino esposto (II) per 10m fino ad una calata da 1ch che deposita con meno metri in versante est. Ora si seguono ometti e bolli rossi per roccette e terreno disagevole (passaggi di II). 2 calate facoltative da 10-20m (altrimenti II+). Si esce su di una spalla erbosa e da qui per rampa sotto i gialli verso la base della parete. Una calata da 30 facilita le cose. Poi come per l’andata o per il Giaron del Palanzin (rocce dure) si ritorna al sentiero già percorso.


Materiale

Dadi e friends, chiodi, kevlar sciolti