
Bella via recente aperta da Heinz Grill, Barbara Holzer, Florian Kluckner a giugno 2025, non distante dalla ferrata delle Mesules, sul versante ovest della bastionata del Piz Ciavazes / Piz Selva.
Ad oggi soffre ancora delle poche ripetizioni, che si traduce in roccia ancora non ben ripulita. Molte sezioni si svolgono comunque su roccia ottima e si tratta di una via varia, per placche, brevi strapiombi, traversi. Le soste sono quasi tutte su tasselli + anello, mentre lungo i tiri si trovano cordini e chiodi. Non va sottovalutato l’impegno, in quanto le protezioni non sono ravvicinate e bisogna sapersi proteggere.
L’avvicinamento è comodo, relativamente breve e in piano, mentre la discesa lungo l’esposta ferrata è impegnativa.
Itinerario raccomandato nelle giornate calde e periodi secchi, considerando che si trovano alcune zone soggette a colate d’acqua.
gruppo Sella difficoltàVIdislivello300 mt c.a.quota max2.836esposizioneNord-Ovesttempo5 orepartenzaPasso Selladata21/09/25
Da Passo Sella, sempre più avaro di parcheggi, imboccare il sentiero CAI che conduce alla ferrata delle Mesules e che passa sotto alle pareti ovest delle Torri del Sella. Dall’attacco della ferrata, proseguire in discesa costeggiando la parete. Poco più avanti si individua la parete dell’Anfiteatro dove sale questa via e la gemella “diretta”. Si sale brevemente per ghiaie alla base. Attacco presso un invitante diedro-rampa, cordino.
Tempo – 30 min
L1 – Salire per il diedro appoggiato, sostare poco prima che diventi camino aperto, sulla destra. 40m, III
L2 – Lo schizzo originale è fuorviante. Si deve salire dritti per camino-colatoio, presto si trova un cordino (non si deve salire un diedro nero a sinistra!). In un successivo camino si esce a sx per poi tornare a dx e proseguire dove è più agevole. 50m, IV e V
L3 – Proseguire nel diedro. Sosta su comoda cengia. 30m, IV e V
L4 – Un poco illogicamente, si effettua uno zig-zag sopra la sosta, quindi si sosta a sx. 15m, V+
L5 – Superare uno strapiombino (ch) ed uscire su placca non protetta. In leggero obliquo a dx fino ad una “placca bianca” con buchi, dove ci sono alcuni cordini. Salire dritti e sostare su pilastro/cengia, solo su clessidre cordonate. 30m, VI e V+
L6 – Traversare a sx su roccia gialla dubbia, inizialmente seguendo i cordini (un tratto non è ben protetto e la roccia suona a vuoto, attenzione). Con breve passo in discesa si aggira uno spigolo e si entra in un canale con fondo franoso. Subito a sx si trova la sosta. 25m, V
L7 – Passo duro sopra la sosta (A0 sulla sosta in partenza), poi dritti ad una cengia. 15m, VI e V
L8 – Tiro che abbiamo trovato parzialmente bagnato. Si sale verso il diedro con tetti, senza entrarci all’interno (altrimenti umido e sgradevole). Si scala sulla placca alla sua sx (dado incastrato, ch), poi per breve fessurina dove si entra nel camino (movimento delicato). Verso sx, più facilmente, alla sosta. 40m, V+
L9 – Superato un passo sopra alla sosta (ch), obliquare leggermente a sx e salire lungamente per buona roccia nera, anche se non del tutto ripulita e con protezioni distanziate. Sosta sotto ad un tettino. 35m, p.VI, poi V
L10 – Traversare a dx ad aggirare uno spigolo, poi salire per fessurina scomoda. Ora trovare un punto agevole per obliquare, traversare un camino con passo caratteristico in spaccata, poi traversare nettamente a dx per roccia non perfetta e raggiungere una grande grotta sotto ad un camino. 25m, V+
L11 – Stare bassi ed aggirare lo spigolo della grotta nell’angolo inferiore. Dopo un passo in strapiombo giallo (ch), si sosta. 10m, VI-
L12 – Dritti per strapiombi di roccia gialla un poco friabili, protetti con qualche chiodo. L’ultima fessura strapiombante a lame è anch’essa impegnativa, anche se breve, ma si protegge con friend a necessità. Sosta su anello presso il libro di via, sul bordo della cengia sommitale. 25m, VI
Tempo – 5 ore
Non abbiamo capito esattamente la discesa descritta nella relazione degli apritori. Questa che descrivo è la discesa che abbiamo ritenuto più logica. All’uscita della via ci si trova su un ghiaione che in salita porta a risalti di roccia. Sulla destra c’è una debole traccia che porta ad un ometto dopo circa 20m. Dall’ometto saliamo per un canalino di roccette (1° grado). Ci troviamo su un pendio ghiaioso con una cima rocciosa sopra di noi. Saliamo a sx (verso nord) per ghiaie, raggiungiamo un ameno vallone tra la cima citata ed altre bastionate di roccia. Seguiamo il vallone aggirando la cima, saliamo in direzione sud fino ad un bel prato orizzontale, dove si raggiunge il sentiero CAI che sale dalla ferrata e proseguirebbe verso il Piz Selva (fin qui 10-15 minuti). Da qui basta seguire il sentiero, inizialmente facile, che porta in un anfiteatro ghiaioso (arriva qui la discesa descritta da Grill?). Poi per la ferrata, lunga, verticale ed esposta, fino alla base della parete.
Tempo – 1 ora e 30 c.a.
NDA. Serie di friend dal blu piccolo al giallo o blu grande. Non servono chiodi.