Cima di Val Torta

Si tratta di una cima di certo poco conosciuta e raramente visitata, nel gruppo dell’Agner. Se da un lato ha un’apparenza bonaria vista da Agordo o dai prati nei dintorni dello Scarpa, sull’altro versante di San Lucano precipita con notevole dislivello.
La via normale si dimostra avventurosa già nell’avvicinamento e per concludere in vetta si avrà comunque un bel da fare tra mughi e roccette.

gruppo AgnèrdifficoltàII+, materiale alpinistico utiledislivello1600 mt c.a.quota max1.940temposalita 3-4h, discesa 2h30'appoggiorif. ScarpapartenzaVoltago agordino (1000m)data10/08/08

Salita

Poco dopo la frazione di Voltago Agordino e poco prima di arrivare a Frassené si stacca a destra una strada asfaltata (divieto d’accesso) con indicazioni per Malga Agner. La seguiamo nel bosco, diventa ora in cemento e più ripida, poi diviene proprio una sterrata. Sbuchiamo dal bosco sui bei pascoli della malga (1h30′).

Si segue ora un sentierino ben segnato ma poco visibile, si stacca proprio sopra la malga, stando un po’ a sinistra lungo un costolone di bosco. Usciamo vicino ad un laghetto e seguiamo la traccia in salita a destra (sent. naturalistico Miniussi). Traversiamo la “Costa della Madonna” e risaliamo un pendio erboso con buona traccia che sale dritta. Quando il sentiero volge a sinistra verso il rifugio Scarpa (dove dei paletti indicano il sentiero), abbandoniamo ogni traccia e ci dirigiamo liberamente in orizzontale verso delle reti paravalanghe. Rimaniamo sempre sotto le ultime reti, finite queste si deve scendere lungo una specie di crestina con mughi e alberelli lungo una traccia da camosci. Contorniamo le belle Torrette di Val Torta dalla roccia lunare, troviamo un passaggio tra il bosco in basso e i mughi in alto ed arriviamo alla forcella Scura, con visione sulla parete del Dente di Satanasso e sulle Pale di San Lucano (circa 1h/1h30′ dalla Malga). Procediamo in cordata.

L1 – Risaliamo qualche gradino d’erba (lasciato un ometto) fino ad una roccia con ottima clessidra. Traversiamo a destra (passo di II) ed entriamo lì nella fitta vegetazione di mughi. Combattiamo e galleggiamo sui rami, usciamo a destra su un costolone con erba. Prima che diventi uno spigolo sostiamo su tronco. Attenzione all’attrito mugoso. 30m

L2 – Traversiamo a destra su una cengetta, sopra dei mughi. Ci troviamo alla base di un canale, neanche tanto adagiato. Lo risaliamo stando a destra e nel finale traversiamo a sinistra fino allo spigoletto che ci permette di arrivare ad un terrazzo con massi e spuntoni. Difficoltà di II continuo per 20m, con 2 passi anche superiori. 40m

L3 – Saliamo a destra costeggiando la parete, su terreno detritico. Superiamo due spuntoni. Qui due possibilità:

A – infilo un canale-camino a destra, stando sulla sinistra poi mi alzo su qualche blocco instabile fino alla “cima” (sono 15m di III). Oppure

B – continuiamo fino alla cresta che da sull’altro versante. 40m senza vere difficoltà, sosta su mugone.
Ci allunghiamo con I grado sui lastroni dell’anticima verso S.Lucano. Oppure ancora si può montare in cima scendendo qualche metro sul versante est e risalendo un canalino e una cengetta di mughi, comunque con molta attenzione, stando sul I grado (altri 15m)

Tempo – 1h con tutte le assicure


Discesa

Ritorniamo agli spuntoni sopra il canale. Per i meno esperti una corda doppia ancorata al grosso macigno risolve i problemi (testata, ma ora da attrezzare), oppure in arrampicata come in salita. Poi fino in forcella come all’andata (noi abbiamo lasciato stare l’assicura in questo tratto). Dalla forcella fino al parhceggio come all’andata.