Punta Frassenè, via De Col-Miana

Bellissima arrampicata su roccia da urlo, sullo spigolo Sud-Est dello Spiz d’Agner
Lungo la via abbiamo trovato solo 1 chiodo (e 1spit di un altra via).
Finite le difficoltà ci siamo calati seguendo la discesa delle vie sportive. Per arrivare in cima ci sarebbe ancora molta roccia: I e II con tratti più difficili. La discesa a doppie delle vie sportive è stata comunque complessa, soprattutto perché gli ancoraggi non sono evidentissimi.
Data la lunghezza del percorso, io consiglierei di dormire al rifugio Scarpa. In questo modo si avrebbe tutto il tempo per arrivare fino in cima e godere di un punto di osservazione unico sulle cime circostanti e su quelle di San Lucano. Gli orari e i prezzi della seggiovia sono consultabili sul sito ufficiale (di domenica o in agosto funziona dalle 8 alle 18).

Primi salitori: G. Da Col e A. Miana, 19 settembre 1934

gruppo AgnèrdifficoltàIV, V, tratto di V+sviluppo550 mt (+300 mt di roccette)quota max2.617, Spiz d'Agner Sudtempo1h + 5h + 2h40'appoggiorif. Scarpa-Gurekiandata19/07/09

Avvicinamento

Da Frassené saliamo in seggiovia fino a Malga Losch (15′). Per sentiero con pochi tratti in salita si arriva sotto la parete, che si raggiunge per prati ripidi.

Descrizione dei tiri

L1 – Circa 50m, max III

L2 – 50m, IV e V

L3 – 60m, III

L4 – 55m, IV+ e II

L5 – 55m, IV e 1passo IV+

L6 – 45m, IV+

L7 – 60m, IV e 1passo di V

L8 – 30m, I

L9 – 60m, 10m di VI (improteggibile) e IV
Se ci si vuole calare da qui: dalla conca detritica saliamo il canale di dx per 20m, aggirata una torre troviamo sotto la cima la prima calata, rivolta a sud/est

L10 – 30m, I Riporto il resto della salita comune alla via Decima, percorsa 1 mese esatto dopo

L11 – 10m, IV+

L12 – 40m, III, 1passo IV+ e poi I/II

Per la cima – Si prosegue nel fondo del canalone fino a 20m dal suo termine (circa 150m di I e II). Si supera un masso sulla sinistra (passo di III) e poi il salto finale prima a dx e poi a sx (10m di III+, eventualmente assicurarsi). Si esce su un pendio di roccette adagiate, che vanno percorse lungamente (altri 150m) fino alla vetta.

Tempo – 5h fino alla lunghezza 9


Materiale

Dadi e friend (portate anche il più grande che avete), chiodi e martello (anche se qui non è facile piantar chiodi), 1kevlar sciolto per clessidrine, cordini da lascio e maillon se fate le doppie

tracciato generale della via di salita

dettaglio dei tiri 6 e 7

Discesa

Discesa a doppie in parete lungo la via “Territorio di Caccia” e calate di ritorno dalle vie sportive (“Filtro Magico”, “Nel ventre del drago”). Dalla cima della torre di dx (vedi 9L) iniziano le calate, spesso su 1spit. Si possono utilizzare corde anche più corte di 60m

CD1: 30m. Da 1spit+1cless, fino ad una nicchia gialla. (Non andate oltre con corde da 60m!)
CD2: 40m. Da 1spit+1ch, fino allo spit alla sosta di 8L, presso i mughi.
CD3: 60m. Da 1spit. Calandosi dritti, superando un risalto con ghiaie, dopo 60m esatti si trova la prossima calata.
CD4: 60m. Da 1spit. Ci si cala verso dx faccia a valle (ma non nella fessura). La prossima calata (cordone) si trova in un colatoio, a 60m esatti (o poco sotto). Perso tempo per trovarla!
CD5: 30-40m. Da 1cless. Dritti nel colatoio, poco sotto ad una cengetta, si trova la prossima calata.
CD6: 50m. Da 1cless/spuntone. Dritti verso un canale, ma senza entrarvici. La prossima calata è a dx, sopra un terrazzo.
CD7: 50m. Da 2spit. Dritti si arriva alla base della parete sud, presso l’attacco delle vie “Filtro Magico”, “De Col-Da Campo”, “Decima-Bedont” e “Sogni Tenui”

Da qui si raggiunge in breve il sentiero dell’andata e quindi al rifugio o alla seggiovia.
2h per le doppie + 40′ al rifugio – noi con il tempo che abbiamo perso quà e là siamo tornati alle 19.50 alla seggiovia…

Discesa a doppie dalla cima lungo il canalone nord della Punta Frassené. Tra l’altro vi passa una via di Giovanni De Col del 1933 (dice II ma mi sembra ben più arduo…). Le doppie sono tutte attrezzate su clessidre o chiodi e sono intorno ai 40/50m ciascuna (con corde da 60m ne abbiamo saltate alcune). Dal momento che ci si cala sempre nel fondo del canalone è difficile sbagliarsi, il che la rende particolarmente consigliabile in caso di nebbia. Dalla cima si scende per un canalino verso nord (dx nel verso da cui si è arrivati) per 20m circa, quindi

CD1: 45m. Da 1cless. Tenersi verso sx faccia a valle
CD2: 40/50m. Da strozzatura
CD3: 40/50m. Da spuntone
CD4: 40/50m. Da 1ch+1cless. Scendere un tratto per roccette
CD5: 60m. Da 1ch. Possibile intermedia su 1ch. Poi scendere per 30/40m di II
CD6: 40/50m. Da 1clessidrina esposta
CD7: 60m. Da 2cless. Oppure 40m e scendere (II). Ora ci si trova appena sotto alla forcella Livinetta. Scendere in direzione Frassené, tenendosi verso sx
CD8: 25m. Da 2ch

Ora si continua a scendere per canalini con erba (tratto di II). Ad una nuova calatina attrezzata presso un salto preferiamo scartare a dx per zolle e scendere più agevolmente poco oltre. In breve si scende ad un nevaio e ai prati che fanno da base allo spigolo. Per il canale di destra o per i prati di sinistra si raggiunge il sentiero Miniussi e da questo si ripercorre a ritroso il sentiero dell’andata.
3h30′ fino ai prati + 45′ al rifugio Scarpa

Discesa lungo la via normale dalla cima dello Spiz d’Agner Sud (non percorsa).
Dalla cima della Punta Frassené la cima vera e propria dello Spiz Sud (a forma di pilastro) è ancora molto lontana (a differenza da quello che fa intendere la guida…). La cosa più logica sarebbe percorrere la cresta, con varie elevazioni e forcelline. Secondo me si deve fare comunque la prima doppia. Poi si risale una cima tondeggiante e per essa si continua lungo la cresta… Dalla cima dello Spiz d’Agner Sud: si scende in direzione dello Spiz d’Agner Nord fin quasi ad una forcella (Forc.Parissenti). Senza raggiungerla si scende a dx e si arriva alla banca inclinata (possibili nevai) che percorsa porta alla Forcella Livinetta (dalla cima dello Spiz a qui dovrebbero essere 2h). Poi vedere discesa precedente. Attenzione che spesso si forma la nebbia sulla cima.

Dal rifugio Scarpa si può tornare a Frassené per un sentiero, all’inizio ripido e poi con tornanti nel bosco, in 40 minuti circa per 700m di dislivello. Parte dalla stazione della seggiovia (versante del rifugio).


Note riguardo la via originale

Non siamo riusciti a seguire la relazione descrittiva del libro di Mosca. Non spiega dove attaccare, parla di gradoni, le lunghezze di corda non tornano, la fessura di “IV e III+” ha un grado marmoladiano…
Noi ci siamo affidati al tracciato della foto (pg.65), ma ce ne siamo discostati nei seguenti punti:

L3: sale per un camino stretto e verticale a destra? Sarà anche bello, ma da sotto pare arduo… L4: sembra salire per un camino più a destra
L5: non sale per le placche ma per il canale di sx
L6: forse è indicata una fessura più a sinistra

Se si confronta poi il tracciato della foto di pg.66 o di pg.172, il tracciato è completamente diverso fino alla cengia gialla che porta al tiro chiave. Sembra iniziare molto a destra dello spigolo e seguire una serie di camini più a destra del nostro percorso.
Tutto sommato il percorso che abbiamo seguito è molto consigliabile!
A chi piace “trovarsi” la via consiglio di studiarsi foto e relazione sul già citato libro di Mosca Agnèr e Croda Granda.