Spiz di Mezzo, Miotto-Bee-Gianeselli

Ritorno volentieri nel gruppo degli Spiz di Mezzodì, meta validissima per gli escursionisti-alpinisti, ma anche buon terreno per arrampicate brevi in ambiente tranquillo. Quasi 10 anni fa salii con amici il famoso Spigolo Gianeselli, che ad oggi continuo a considerare la più valida meta arrampicatoria del gruppo, e ritornai più volte per metter mano alla roccia delle cime più interessanti. Non ricordo esattamente, ma credo che fu in occasione della salita con mio padre allo Spiz di Mezzo per la via normale che incontrai dei ragazzi che il giorno precedente avevano salito la Miotto-Bee-Gianeselli. Sapendo della mia passione per l’arrampicata, anche se ero solo agli esordi, mi regalarono una fotocopia della relazione dal libro di Rabanser: “magari in futuro…”. Da allora ho custodito quel foglietto nel mio raccoglitore, pensando che prima o poi mi sarebbe potuto servire.

gruppo Mezzodì-PramperdifficoltàVII-sviluppo500 mt quota max2.347esposizioneNordtempo5-6 oreappoggiobiv. Carniellidata10/06/17

La via si svolge nell’ombroso versante nord dello Spiz di Mezzo, in quella stretta parete tra lo Spigolo Gianeselli ed il canalone da cui si alza lo Spiz Est. Dopo un facile zoccolo, la parete diviene verticale e l’arrampicata raggiunge le massime difficoltà lungo una parete gialla che i primi salitori superarano in artificiale (A1, A2). Oggi quella lunghezza di corda è percorribile in libera, anche se le difficoltà dei passaggi unite alla continuità ed alla discreta qualità della roccia, rendono questo tratto impegnativo ed assolutamente da non sottovalutare. Nella parte alta si ritorna ad arrampicare su solida roccia grigia e la tensione cala.
Dopo la pubblicazione in “Vie e Vicende in Dolomiti” di Rabanser, le ripetizioni non si sono fatte attendere e ad oggi si può dire che la via risulta sufficientemente chiodata. La roccia invece è molto delicata nei 2-3 tiri di corda centrali e bisogna prestare attenzione.
Come è noto, l’avvicinamento da fondovalle è piuttosto lungo, ma può essere ridotto al minimo pernottando al bivacco Carnielli. La discesa non è particolarmente difficile, su terreno da via normale con un po’di detrito e segnalata da ometti fino al bivacco.

Descrizione dei tiri

L1 – Si può procedere slegati o in conserva. Tuttavia, vista l’esposizione iniziale, partiamo legati. Seguire la rampa, discontinua, con passaggi di II e III grado, fino ad una piazzola con sosta su chiodi e cordone. 40-50m, III

L2 – Proseguire per la rampa raggiungendo una grande banca detritica. Attrezzare una sosta facendo attenzione ai sassi. 30m, III

L3 – Salire la banca portandosi sotto la parete grigia. Si può attaccare un diedro grigio a sx oppure il camino a dx. Sosta su clessidra tra i diedri oppure su sasso incastrato nel camino. 40m, I e II

L4 – Scaliamo il camino, rientrando a sx quando possibile. Proseguiamo per un successivo breve diedro grigio fino ad un terrazzo con nicchia, dove si sosta comodamente. 40m, IV

L5 – Raggiungere un tettino ed aggirarlo a sx (oppure obliquare subito). Oltre 1ch proseguire per diedri fino ad uscire su di una larga cengia. Sosta su 2ch. 40m, V+ e IV-V

L6 – Da qui si vede il tiro chiave, che punta ad un gran diedro giallo chiuso da un tetto. Traversare una decina di metri a sx ad una parete gialla che va salita in leggero obliquo verso dx. La roccia è molto delicata e non ci sono chiodi. Sosta su gradino, chiodata. 10m facili e 10m di arrampicata, V

L7 – TIRO CHIAVE – Traversare un paio di metri a sx presso una scaglia. Raggiungere il diedrino a sx (1chiodo, poi 1cuneo). Raggiunto il piccolo tetto che lo chiude (1ch con cordino) si esce a sx (1 dado incastrato) e se ne esce con passo delicato. Dritto per fessurina un paio di metri (2ch). Da qui non proseguiamo dritti, ma facciamo un piccolo giro a dx, dove però non sono presenti chiodi e le difficoltà sono sostenute. Raggiungiamo la fessurina più in alto (da friend) e dritti (chiodi poco affidabili) a prendere l’ultima parte che si trasforma in diedro con lama. Sosta appesi, scomoda, su 3 chiodi-spranga. 40m, VI+ (anche VII per continuità?)

L8 – Proseguire per il diedro più agibile (1ch, 1cuneo) uscendo su un gradino una paio di metri sotto un tetto (2ch con cordino e maillon). Non salire dritti, ma traversare in esposizione a dx, anche abbassandosi (1ch poco dopo dietro lo spigolo). Traversare orizzontali ancora 3m e poi obliquare raggiungendo una comoda nicchia. Forti attriti. 30m, V+

L9 – Sul lato opposto della nicchia si nota un cordino penzolare. Si può attaccare il caminetto alla sua sinistra (1 chiodone) oppure la parete gialla a dx fuori dalla nicchia (1 chiodo). Dal cordino (su clessidrina), proseguire sulla parete dx di un camino-diedro, poi entrarvici. Raggiunta una strozzatura (1ch) la si supera portandosi all’esterno. Più facilmente si guadagna una cengia con comoda sosta su clessidra. 40m, VI

L10 – Scalare lo spigoletto che delimita un caminetto, raggiungendo una larga cengia. Traversare a sx una ventina di metri. Sosta chiodata presso una piccola nicchia gialla con ometto. 30m, IV e I

L11 – Scalare la placca nera soprastante, iniziando sulla sx. Si raggiunge una cengia un po’incavata che parte con uno strapiombo. Sostiamo su 2 friend (possibile anche clessidra sul bordo del tetto). 30m, IV+, V

L12 – Vincere lo strapiombo “protetto” dalla clessidra rossa), quindi proseguire dritti 1-2m più a sx (un paio di ch). Superiamo anche uno strapiombo presso una nicchia gialla (grossa clessidra appena sopra) ed obliquiamo decisi a sx (1ch) fino ad una cengia-terrazzo. Sosta su 2ch. 30m, V+

L13 – Traversare 5-10m a sx per cornice (facile ma esposto), poi salire per rocce appigliate in obliquo a dx, uscendo dalla parete su larga cengia detritica. Sosta da attrezzare (noi con dei friend). 30m, IV

Per raggiungere la cima dello Spiz di Mezzo ci sarebbe la possibilità di seguire un camino nei pressi dello spigolo ovest (III+), che vorrebbe dire seguire le tracce in salita a dx dall’uscita della via.
Normalmente si evita questo tratto traversando a sx sulla cengia (tracce ed ometti) raggiungendo la via normale. Volendo salire in cima per questa, si può assecondare un camino coricato e gli ometti (II+).
Proseguendo invece per la cengia, si oltrepassa una zona di grossi massi e si sale sulla Cima dello Spiz Sud (la cima più alta). Da qui parte la via normale che con numerosi ometti e qualche bollo sbiadito riporta al Bivacco Carnielli.

schizzo Pdf alta qualità

Materiale

Qualche chiodo per emergenza, una scelta di friend fino al #2 o #3


Avvicinamento e discesa

Per le informazioni su avvicinamento e discesa si veda la relazione dello Spigolo Gianesselli (link sotto).

Tempi per l’avvicinamento – 2h al bivacco + 15 minuti all’attacco

Tempi per la discesa – 1h al bivacco + 1h alla macchina

Relazione spigolo Gianeselli