Torre di Babele, via Soldà

Bella via classica su ottima roccia grigia, elegante e verticale, con difficoltà mediamente di IV e IV+ ma con passaggi e tratti fino al VI- in molti tiri di corda. Risulta chiodata alle soste e su molti passaggi, richiede comunque un assortimento di friend medi e dadi piccoli per integrare (un divertimento pure questo!). L’esposizione solare la rende consigliabile nei giorni freddi o a fine stagione, mentre ad inizio stagione può essere complesso raggiungere l’attacco originale. Come roccia e tipo di arrampicata è confrontabile con le vie classiche alla Torre Venezia, anche se meno impegnativa ad esempio della via Andrich. Più bella e più facile della via Goedeke-Rien alla stessa cima, parere personale e dello stesso Goedeke. In definitiva, senz’altro consigliabile!

Primi salitori: Gino ed Italo Soldà, 1937

gruppo Civettadifficoltàprevalentemente IV, fino al VI-sviluppo410 mttempo5 oreappoggiorif. Vazzoler, Capanna Trestedata29/08/14

Descrizione dei tiri

L1 – Si traversa per l’esile cornice salendo sul masso (2ch per possibile sosta), ci si alza 2m e a dx si raggiunge una comoda cengia con clessidra di sosta cordonata. Circa 20m, III

In un precedente tentativo ad inizio giugno non c’era modo di risalire il canalone. Abbiamo quindi attaccato pochi metri più all’interno del suo sbocco, salendo prima obliqui per strapiombo rosso, quindi per breve fessurina raggiungendo la citata sosta su clessidra. Difficoltà VI da proteggere (nella fessura ho trovato un chiodo tranciato, segno di passaggio), sicuramente sarebbe stato il tiro più impegnativo della via.

 

L2 – Si traversa ancora a dx, poi in obliquo a raggiungere uno spigolo (1ch). Si segue 2m una fessurina (1ch) e si evita l’uscita diretta traversando orizzontali 5m a sx su buone prese (V). Con altri 10 metri in obliquo a sx si raggiunge una comoda sosta con 3ch un po’nascosta. 30m, IV, V

L3 – Dritti sopra la sosta per una fessura manigliata, poi proseguire per roccia un po’gradonata fino ad una comoda sosta chiodata alcuni metri sotto ad una fascia gialla. 20m, IV+, IV Noi abbiamo unito questo tiro al successivo

L4 – Si raggiungono i gialli (1ch spostato a dx), quindi dritti per una non facile fessurina (1ch, VI-), poi più facilmente tendendo un poco a dx fin sotto ad una nuova fascia giallastra. Si supera per l’unica fessura possibile, sulla sx, strapiombante ma breve e con buone prese (V). A sx si scavalca un pulpito e si sosta su clessidra e spuntone. 35m, VI-, IV, V Credo che l’originale eviti lo strapiombo giallo con un giro più largo a dx (V o V+)

L5 – Aggirata una paretina sulla sx si torna un po’a dx all’inizio di un diedro (ch, poss.sosta?). Si sale il diedro, solo con un tratto nel finale più impegnativo, fino ad una larga cengia. Sosta su grossa clessidra alla base di una fessura strapiombante. 40m, IV e IV+

L6 – Si potrebbe salire direttamente la fessura (V+). Meglio traversare a sx oltrepassando gli strapiombi (2ch per poss.sosta), quindi salire pressoché dritti su bella roccia appigliata fino alla cengia mediana, dove si può sostare su mughi e spuntone. 30m, I e IV

L7 – Seguendo delle tracce tra i mughi si aggira lo spigolo della torre e si raggiunge uno spiazzo da dove parte un bella fessura-diedro verticale. Non ci si sbaglia perché più avanti si andrebbe in discesa, visibile una calata da mughi. Sosta su 2ch. 30m, elementare

L8 – Salire la bellissima e divertente fessura, verticale ma appigliata. Oltre un pulpito a sx (1ch+1friend) si raggiunge uno gradone con poss.sosta su clessidrine da integrare (25m). Meglio proseguire ancora 3-4m (1ch), poi non insistere dritti ma superare la bella placca manigliata sulla dx fino ad una cengetta. Sosta su 2ch cordonati. 40m, V+, V e IV+

L9 – A sx vincere un breve diedrino verticale (2ch, VI-). Proseguire alcuni metri per le fessurette sovrastanti, poi traversare ed obliquare a sx fino a raggiungere lo spigolo, quindi seguirlo. Superato uno strapiombetto (p.V) si sosta su 2ch (+1 distante). 40m, VI-, IV+, V

L10 – Su per evidente diedro, evitare poi un poco a dx le difficoltà e salire su di una cengia/conca alla base di un nuovo diedro. Sosta su chiodi. 20m, IV+ e IV Noi abbiamo unito questo tiro al successivo

L11 – Seguire il diedro, più difficile del precedente e su roccia non perfetta. Al suo termine sostare su di un pulpito, 1ch+spuntoni. 25m, V

L12 – Traversare 3m a dx, salire per una placca ed obliquare a dx ad evitare una fessura verticale. Con un breve giro a dx si ritorna a sx nella fessura, che qui si scala per pochi metri. Quindi si va poco a dx ad una fessura gialla (1friend incastrato e 2ch inutilizzabili), superata la quale si è su di una cengia dove si dovrebbe sostare. Circa 30m, IV+ Abbiamo unito questo tiro al successivo

L13 – Si sale per roccia discreta, per gradoni e fessurine sempre obliquando a dx. Noi abbiamo sostato su mugo, altrimenti con altri 5m si raggiunge una stretta forcella da dove iniziano le calate di discesa. Circa 30m, III

NB Per raggiungere la vera cima della Torre di Babele si dovrebbe fare un tiro legati per una stretta cengia sul versante del canalone, quindi per rocce friabili sempre sul versante ovest ci si porterebbe in cima (fatto dopo la Goedeke anni fa…)

Avvicinamento

Da Capanna Trieste si raggiunge il Rif.Vazzoler (1h-1h30′).
Proseguire 5 minuti verso il rifugio Tissi, quindi scartare a dx nel bosco seguendo le indicazioni per il biv.Tomé. Lungamente in piano e poi risalendo un ghiaione ci si avvicina alla parete. Sulla sx si attraversano i mughi seguendo delle tracce di camosci (ometto nel punto dove inoltrarsi nella macchia) puntando al canalone tra la Torre di Babele e lo Gnomo. Risalire il canale fino ad una cornice che traversa in direzione di un grosso masso incastrato. Tempo – 45′ dal rifugio


Discesa

Inizialmente si scende in corda doppia tendendo al camino che delimita la parete gialla della Torre in versante ovest. Attenzione se ci sono altre cordate: è quasi inevitabile smuovere pietre. Per questo motivo è poco consigliabile la pista di calata diretta nei camini sotto la forcelletta.

CD1 – Da spuntone, per 25m obliqui a dx faccia a valle, su risalti ghiaiosi.

CD2 – Da 2ch, per 50m verticali fino ad una cengia ghiaiosa. Calata successiva nel caminone.

CD3 – Da 3ch, per 40m dritti ad una nuova calata scomoda da clessidra con cordoni (più giù calata più comoda ma da controllare).

CD4 – Da cless, per 30-60m a piacere fino alle ghiaie (60m per superare eventuali risalti con neve).

Si scende il canalone tra Torre di Babele e Cima dell’Elefante (passaggi di I e II) fino ad una lingua ghiaiosa al suo sbocco. Da qui si scendono le ghiaie finché non si rinvengono i bolli e la traccia del sentiero di avvicinamento.

Tempo – 1h30′ fino allo sbocco del canalone, altri 30′ al rifugio.


Materiale

Friend medi (dal verde al blu camalot), dadi medi e piccoli. Qualche chiodo per eventuali necessità

schizzo pdf