Non è semplice scrivere del viaggio che hai sempre sognato, desiderato, atteso, uno di quei viaggi che non succederà nuovamente di programmare e che nonostante la lunga lista di disavventure d'ogni sorta che l'hanno caratterizzato oggi ricordiamo con nostalgia.Il 10 maggio arriviamo all'aeroporto San Francisco carichi di entusiasmo, e dato un rapido sguardo alle principali attrazioni della città saliamo sulla nostra spaziosa auto, direzione Yosemite! Sarà notte fonda quando arriviamo allo Yosemite Bug, un albergo-camping-ostello dallo stile piuttosto alternativo, che a dispetto dell'elevato costo dei suoi alloggi pare più un centro di accoglienza per giovani squattrinati.Il giorno successivo partiamo presto, non vediamo l'ora di incastrarci in qualche fessura, così ci dirigiamo immediatamente verso alcune linee di riscaldo, facili e brevi. Il disagio si fa sentire già sulla seconda via che proviamo, niente chiodi e nemmeno spit, solo una roccia grigia stupenda, regolare, ed un 4 blu magistralmente incastrato sul primo tiro - quello chiave - che nessuna imprecazione ci aiuta a togliere. Karim lo lascia lì e continua la sua performance sino alla sosta ove non intende proseguire senza aver recuperato il materiale. Dopo un paio di ore di tentativi riusciamo a riappropriarci del nostro friend, ed a far cadere una delle nostre macchine fotografiche, che ritroveremo poi alla base della parete distrutta. Costretti a scendere a metà pomeriggio decidiamo che forse sarebbe meglio occuparci delle notti avvenire: tra lo Yosemite Bug e l'entrata del parco oltre ad un'ora di auto non c'è nulla, se non boschi e colline, inoltre i campeggi all'interno della valle sono tutti prenotati da mesi, Camp IV compreso.Riusciamo ad ottenere un "permesso per un trekking" - in Yosemite è necessario chiedere un permesso per percorrere certi sentieri - che ci permette di sistemarci in un campeggio che ci hanno indicato come "speciale", una pineta lontano dalla massa di turisti, in cui possiamo disporre di una confortevole cassetta di metallo "anti-orso" per il nostro cibo, a soli 20 minuti di cammino dal parcheggio, con tanto di guado di un torrente la cui marea, lo scopriremo poi, si alza parecchio tra l'imbrunire e la notte. Con braccia e gambe martoriate dalle punture di zanzare che durante le calde primavere popolano questi boschi il giorno dopo smontiamo il nostro alloggio e ci dirigiamo verso un'altra delle vie che vorremmo percorrere: la Northeast Buttress, sulla Cathedral Spires, una meravigliosa e aguzza guglia a Nord di El Cap, uno degli itinerari con avvicinamento più lungo, circa un'ora e trenta dalla valle.Torneremo quassù ben due volte, la prima, scoprendo alla fine del primo tiro di aver sbagliato pilastro, la seconda per trovare la parete giusta ma non l'attacco dell'itinerario.

Così il nostro viaggio proseguirà nei giorni seguenti: fra notti insonni in auto per timore dei renger, campeggi improvvisati, pareti irraggiungibili a causa di traffico e sovraffollamento di turisti e vie lasciate a metà per mancanza del materiale adeguato.Ma logistica a parte, l'arrampicata in questa valle ci ha davvero entusiasmato. Decidere che cosa salire - tenendo conto che il corredo minimo per percorrere una via di media lunghezza sono due serie complete di friend - è una bella sfida, poiché, escludendo le Big Wall di El Capitan - che rappresentano un "mondo a sé", nella Yosemite Valley ci sono centinaia di vie che meriterebbero una visita.
Noi ne abbiamo salito diverse di media lunghezza e difficoltà, trovandovi un granito di eccezionale bellezza, la pietra perfetta.
Di seguito propongo un resoconto delle vie che abbiamo salito, nonché una serie di informazioni sulla logistica del luogo e materiali necessari, qualora abbiate l'opportunità di mettere le mani su questa roccia stupenda. 

Info tecniche, glossario ed abbreviazioni

Difficoltà:Ho indicato due difficoltà, l’impegno globale “Yosemite Grade” in numero romano e la difficoltà tecnica in libera o artificiale. Un grado III indica un’uscita di circa mezza giornata, un grado IV indica un’uscita che può richiedere anche una lunga giornata intera.A volte sotto il grado 5.6 vengono indicate le difficoltà con 5th, 4th, 3rd, 2nd intendendo difficoltà di massimo IV grado UIAA.Come è noto, è facile lasciarsi ingannare dai gradi. “Sulla carta” un 5.6 sarebbe un “V-“ UIAA, che però non ha molto a che vedere con un V- in Dolomiti. Perciò fate della buona pratica prima di lanciarvi sul grado che siete soliti a fare in patria, specialmente se non siete avvezzi al granito.“5.6 R” = la R dopo la difficoltà in libera significa “run out”, ossia che non è possibile proteggere. Tiri di corda:Ricordatevi che 1 piede equivale a circa 0.3 metri. Di conseguenza un tiro da 100 piedi sarà lungo circa 30 metri.Ricordo inoltre che spesso le soste sono da attrezzare. Sugli schizzi vengono segnalati i posti più comodi per sostare, ma non aspettatevi di trovare materiale in loco. Friends:A mio avviso non si viaggia molto lontano con la classica serie (una) di friends. Per quasi tutte le vie è richiesta almeno la doppia serie, almeno per noi che non siamo “così forti” in fessura. Noi avevamo una serie e mezza e devo dire che ho avuto diversi dubbi sulla scelta delle vie. Naturalmente il friend BD blu n°3 (= 3 e 3.5”) fa parte della serie standard, mentre il n°4 non è sempre obbligatorio. Nelle relazioni viene indicato il materiale da portare, leggetele sempre!Tenete conto che spesso le soste sono da attrezzare su protezioni veloci, dunque vi servirà qualche friend in più anche per questo motivo.Ricordatevi inoltre che la serie BD C4 copre pressapoco la fascia 0.5”-3.5”. Spesso sono richieste misure più piccole, che possono essere coperte dai Black Diamond X4 e C3, Aliens (Fixe) e TCU (Metolius), giusto per citare quelli più utilizzati. Guide:Ottima e completa la guida "Rock Climbing Yosemite Valley, 750 Best Free Routes", di Lucas Barth, Cary Bedinghaus, Marek Jakubowski ed Erik Sloan.

Materiale:Pro = Protections, cioè le protezioni veloci consigliate da portare con sé. Spesso averne di più significa essere avvantaggiati dal punto di vista psicologico, averne di meno potrà comportare qualche run-out e un po’ d’ansia;Rack = come protections, ovvero la “ferramenta”;ea = Each, indica di portare uno per tipo nella fascia indicata. Per esempio 1ea 0.3”-3” vuol dire che si dovrà portare una serie di friend dallo 0.3” al 3”;A1/C1 = dove è possibile procedere in artificiale sulle protezioni veloci si usa la “C” che sta per clean climb. Negli schizzi delle guide troverete:lb = layback, cioè si avanza appoggiando un fianco su un lato di un diedro fessurato. Molto comune;stem = quando si procede in opposizione in un diedro;awk = awkward. Già nel pronunciarlo capite che si indica un tratto che va superato con poca eleganza, per esempio un camino stretto in cui bisogna "strisciare";squeeze = per certo è un camino stretto;thin / fingers / hand / first = indicano la larghezza della fessura, se è da dita-mani-pugno. A volte viene indicata la larghezza in pollici in modo da sapere quali friend sono necessari.thin: fino a 1.5” (4cm), fingers: 0.5-1” (12-25mm), hand: 1.5-2.5” (4-6cm), first: 2.5”-3.5” (6-9cm);ow = offwidth. La tanto temuta fessura fuori misura, troppo larga per incastrare le mani e troppo stretta per procedere in camino. Va da sé che sono anche poco proteggibili. Viene considerata offwidth una fessura larga tra 3.5” e 12” (30cm), oltre si parla di camino;slick = scivoloso. Capita che ci siano dei tratti dove l’aderenza non sia al top, proprio per la conformazione del granito più che per l’usura che rimane molto rara;rap = rappel, cioè calata a corda doppia;loose = roccia friabile;piton / bolt = il primo è un chiodo classico, il secondo un fix o comunque qualcosa che ha richiesto il trapano. Altezze:Yosemite Valley (fondo valle) 1200mEl Capitan 2307mHalf Dome 2694mToulomne Meadows 2600m c.Tioga Pass 3031mMount Lyell (max elevazione del parco) 3997m

Glacier Point Apron - The Grack (Center) 

FA (First Ascent): Bill Sorenson, Jack Delk 1967Difficoltà: 5.6Pro: 2-3ea .4-1.5”, 1ea 2”La parete è un grande scivolo di placche che si esaurisce ben sotto all’elevazione che culmina con il turistico punto panoramico del Glacier Point. L’interesse arrampicatorio è limitato alla grande placconata, con vie prevalentemente di aderenza, che però cercano di seguire i punti più fessurati e proteggibili. Nelle guide questo luogo viene indicato come un buon inizio per prendere confidenza con l’arrampicata yosemitica. L’esposizione a nord-est lascia la parete esposta al sole durante la mattinata. Notevole l’ambiente circostante.La via The Grack è una delle più abbordabili e brevi, salibile scegliendo tra alcune varianti per fessure più o meno vicine. Noi abbiamo cercato di seguire la “centrale”, che propone bellissime fessure appoggiate, ottimamente proteggibili. Da segnalare che le soste vanno fatte sui friend, in posizioni anche scomode. Inoltre nell’ultimo tratto risulta indispensabile avere qualcosa di micro. 
Avvicinamento: dal parcheggio libero del Curry Village, seguendo la strada fino ad Happy Isles (frequentatissimo per chi sale il Mystic Trail verso Little Yosemite Valley), scartando quindi per le tracce nel bosco a dx in direzione della parete. Noi ci siamo un persi, ma alla fine siamo arrivati sotto la parete. Per trovare l’attacco usate bene una foto con il tracciato, a memoria si inizia presso un alberello solitario per un diedro rotto ed appoggiato.Discesa: a corde doppie sfruttando degli anelli in loco. L1 - Diedro appoggiato facile, quindi a dx oltre uno spigolo arrotondato, poi un tratto di 5.6 ad un punto comodo per sostare.L2 - Seguire delle belle fessure che serpeggiano in placca. Sosta sui friend. 5.6L3 - Ancora per belle fessure tecniche. Nel finale la fessura finisce, quindi conviene proteggersi in un buchetto e traversare a sx dove la roccia è più rotta e facile. Si raggiunge uno spiazzo dove c’è il primo ancoraggio per le doppie. 5.6

Church Bowl - Bishop’s Terrace

FA: Russ Warne, Dave McFadden, and Steve Roper, Dicembre 1959Difficoltà: 5.8Pro: 2ea .3-3”, 1ea 4”Il settore si presenta più come una falesia trad che come una parete di vie a più tiri.In un giorno caldissimo e tra nuvole di zanzare, abbiamo salito solo quella che viene definita una della vie in fessura più rappresentative della Valle. Dopo il primo tiro carino, segue una fessura tecnica ed atletica che sicuramente vale la pena di salire. Anche se sono 60m, conviene spezzare il tiro, almeno per avere più protezioni possibili a disposizione.Avvicinamento: Poco prima dell’Awahnee si trova un parcheggio con bagni pubblici, con la parete a pochi passi.Discesa: con una singola doppia da 60m. L1 - Placchetta ad uno spiazzo con albero cordonato. Seguono più fessure: noi ci teniamo su quella di sx che visibilmente continua anche in alto. Sostiamo appesi su spuntone e friend, ma sarebbe meglio sostare a dx sopra un pilastrino più comodo (era occupato). 5.7L2 - Non rimane altro che seguire interamente la bella fessura, a tratti impegnativa, specie nel finale. Si può sperimentare l’incastro e la presa del piede in fessura. Sosta attrezzata su un comodo terrazzino. 5.8

Middle Cathedral - East Buttress

FA: W. Harding, J. Davis, 1954Difficoltà: III 5.9 A0 or 5.10cPro: nuts 1ea, cams 2ea .4-3.5”La Middle Cathedral è una delle strutture più appariscenti della Valle, ben visibile dal El Cap Meadow sul lato opposto rispetto a El Capitan. Anche se ci sono diversi itinerari classici, quello della East Buttress è senza dubbio di gran lungo il più ripetuto, tanto che può essere annoverato tra le vie più frequentate di Yosemite. La via sale pressapoco sullo spigolo sinistro della muraglia nord, così che riceve sole solo al mattino. L’avvicinamento è breve (20 minuti), partendo da uno dei parcheggi sul lato sinistro (orogr.) della valle e risalendo un ripido boschetto per una traccia abbastanza marcata. Abbiamo salito solo i primi 4 tiri, poi ci siamo calati perché non mi sentivo in forma...Attenzione a non lasciare gli zaini all’attacco. Al nostro arrivo qualche animale aveva messo sottosopra quello che aveva lasciato chi ci ha preceduto in via. L1 - Facile, discontinuoL2 - Passaggio atletico, non banale. 5.8L3 - Var.di sx. Bel diedrino con uscita atletica per lame. 5.7L4 - Diedro breve, ma da tirare in dulfer a morte. Sosta a spit. 5.7

Five Open Books

La parete è una delle più frequentate grazie alla vicinanza alla strada ed alla bellezza degli itinerari, sufficientemente corti da poter essere saliti in abbinamento ad altre vie. Il nome deriva dalla conformazione della parete, che presenta 5 diedri paralleli.
L’esposizione è a sud, ma la forma di questi diedri “a libro” permettono a volte di arrampicare all’ombra il pomeriggio.Per chi ne avesse voglia, alla fine della parete è possibile proseguire per una delle vie del “secondo piano”, come Selaginella.Avvicinamento: parcheggiare nei grandi spiazzi dove inizia il sentiero per le Yosemite Falls (arrivare presto od usare il bus!). Si segue il sentiero per le cascate tra la massa di turisti, scartando su per il bosco a sx poco distante dalla strada asfaltata.Discesa: seguire una traccia a sx che oltre un boschetto porta ad una zona aperta. Scendere in obliquo per placchette ed erba fino a delle cascatelle. Qui fare una doppia (in acqua…) oppure aggirare il salto come logico a dx. Per sentiero ci si riporta verso il sentiero dell’avvicinamento.

MunginellaFA: Tom Fender, Vic Tishous, 1966Difficoltà: 5.8Pro: 2ea .4-3”, 1ea 4”Bella e divertente, è tra annoverare tra le vie “facili” e meritevoli della Valle. Merita una ripetizione, magari quando siete un po’stanchi.Sono 3 lunghezze per fessure, inizialmente a dx del diedro, poi nel suo centro.Giunti sotto parete c’è bisogno di salire uno zoccolo obliquando a dx, per raggiungere l’albero da cui parte la via. 5.3
L1 - Fessura ad arco e poi fessurina a dx con incastro di piede. Ancora su fino a sostare su albero. 5.6L2 - Fessura-rampa a dx, quindi a sx superare uno strapiombino. Dirigersi in obliquo verso il centro del diedro, seguirlo per un arco e sostare su gradino non proprio comodo. 5.6L3 - Salire il diedro, regolare, atletico in uscita. 5.6 CommitmentFA: Jim Bridwell, Dave and Phil BircheffDifficoltà: 5.9Pro: 2ea .3-1”, 2-3ea 1.25-3”Dicono sia molto bella, ma noi abbiamo rinunciato per incapacità dopo il primo tiro. Sicuramente varrebbe la pena completarla.L1 - Partenza molto dura, risolta aiutandoci con l’albero all’attacco. Poi bella fessura, proteggibile ed interessante. Sosta su bolts a dx. 5.8 Swan Slab - Swan Slab Gully + Hanging FlakeDifficoltà: 5.6Pro: 2ea .4-2”Questa è forse la parete più vicina alla strada in assoluto ed è utilizzabile come palestrina per provare le manovre e l’arrampicata. Qui abbiamo salito la nostra prima via in Yosemite, facile, giusto per iniziare.Avvicinamento: dai parcheggi intorno al Camp4 seguire il Valley Loop Trail verso Yosemite Falls. La parete è proprio sul Trail.L’attacco della Gully era occupato, quindi abbiamo seguito la variante a dx.L1 - Breve fessura, non banale, quindi traversare a sx ad un albero dove continua la Gully. 5.6(L1 ORIG.) top-rope: bel diedro sfuggente.L2 - Su per un albero, poi per diedro. Continuare per una roccia anche a “funghi” fino ad un comodo spiazzo con albero. 5.6L3 - Scegliamo la variante in placca. Quindi attacchiamo un arco di roccia nera, poi dritti in placca con fessurine, un po’sporca. Uscita su terrazzo fotogenico. 5.6Discesa: traversare a sx nella giungla di arbusti per traccia un poco incerta. Quindi giù per il bosco fino a tornare sul Valley Loop Trail.


Ranger Rock

Siamo tornati più volte su questa parete. è un p’ò defilata rispetto al centro turistico della Valle, quindi vi sono meno problemi di parcheggio (anche se chiude al tramonto).La parete è molto interessante, ci sono itinerari di varie difficoltà e con alcuni tiri in fessura da manuale. I primi tiri vengono utilizzati anche come palestra trad, tanto che per la maggior parte i climbers non vanno oltre la prima sosta. In tal caso è possibile scendere in doppia (se c’è la sosta) oppure a piedi a sx di After Six.Esposizione sud-est.Quando abbiamo salito After Six, di fianco a noi stava arrampicando Ron Kauk, praticamente in free solo su After Seven. Ci piace pensare che il nome derivi da questi personaggi, i quali potevano accettare di salire una vietta del genere solo “dopo le 6” del pomeriggio.Avvicinamento: si parcheggia all’area pic-nic sulla dx della strada tra Camp4 e El Cap Meadow. Un sentiero conduce in breve verso la parete.

After SixFA: Yvon Chouinard, Ruth Schneider, Giugno 1965Difficoltà: 5.7Pro: 1-2ea .3-3Molto bella, vale la pena di percorrerla fino in cima. Dopo il primo impegnativo diedro, si prosegue per belle fessure di media difficoltà.L1 - Diedro impegnativo per continuità. Verso la fine non si insiste nel fondo, ma si esce con un passo in placca. Un po’ levigata. Sosta su grosso albero. 5.7L2 - Vuoto. 5.6 e 3rdL3 - Bella fessura camino un po’ incastrosa. 5.6L4 - Vuoto. 5.4L5 - Fessura non banale in placca. Sosta su alberello su di un terrazzo. 5.6L6 - Belle fessure logiche un po’oblique a dx. 5.6 ConcertoFA: Chuck PrattDifficoltà: 5.6 R (abbiamo solo il primo tiro)Pro: 1-2ea .4-3”L1 - Bella fessura non difficile e ben proteggibile. Segue un tratto psicologicamente impegnativo perché non proteggibile per un buon tratto, su placca di aderenza con piccole escrescenze. Si ritorna dunque in obliquo a sx trovando un altra fessura. Sosta su albero (a memoria). Circa 40m. 5.6 RUscendo a sx ci siamo raccordati ad After Six NutcrackerFA: Royal e Liz Robbins, 1967Difficoltà: 5.8 (abbiamo salito solo il primo tiro)Pro: 2ea .3-1.5”

Insieme ad After Six è il must della parete. A causa di un friend incastrato sul primo tiro siamo riusciti a percorrere solo questo che comunque già da solo vale la ripetizione.

L1 - Da uno spiazzo oltre un breve zoccolo si attacca un diedro inizialmente abbordabile. Passato un albero il diedro si verticalizza ed offre una splendida arrampicata. Tra tutti i tiri fatti in Yosemite questo è uno di quelli che di certo non scorderemo: estetico, continuo, esemplare. Alla fine del diedro si supera un naso che immette in un diedro appoggiato. Si sosta all’inizio di questo, magari su friend (c’è anche uno spuntone traballante). 40m, 5.8

Le disavventure che hanno caratterizzato la nostra prima settimana di permanenza in valle ci hanno provato, tanto da indurci a fuggire verso l'arenaria del Red Rock Canyon. Abbiamo così passato alcuni piacevoli giorni arrampicando sulle rosse rocce desertiche, a pochi minuti dalla pazza città di Las Vegas (link a fondo pagina).Abbiamo arrampicato ancora in Yosemite alcuni giorni, prima del nostro rientro in Italia. Oltre alle vie sopracitate abbiamo percorso la nota e splendida Royal Arches, a cui ho dedicato un post a parte, corredato di foto e descrizione (vedere link).Di seguito alcune informazioni generali sulla logistica.


Logistica

ArrivareDa Venezia abbiamo preso un volo con scalo a Francoforte diretto a San Francisco. Da qui con auto a noleggio “Budget” abbiamo raggiunto Merced e poi il villaggio di Mariposa. Risalita la valle lungo il Merced River si raggiunge l’ingresso del parco. DormireQuesta è il lato problematico della valle. Di seguito qualche alternativa:1 - Prenotare i campground in valle qualcosa tipo 6 mesi prima (!), appena si aprono le prenotazioni. Potete trovare dei tutorial su youtube che spiegano come accaparrarsi i posti restando pronti a cliccare al secondo spaccato in cui si aprono le iscrizioni. I campground sono quelli di Lower, Upper, North Pines. Vi abbiamo dormito una notte: poco serviti (no docce) e zeppi di regole.2 - Fare la coda al camp4, dalla sera precedente sino al mattino in cui il Renger apre l’ufficio, sperando che si liberi un posto anche per voi. Il Camp4 è servito decisamente peggio degli altri campground. Noi non abbiamo tentato questa soluzione.3 - Oltre al Camp4, anche ai campground classici c’è qualche posto che si libera di giorno in giorno. Per aggiudicarselo occorre arrivare molto presto al mattino all’Ufficio vicino al parcheggio del Curry Village e tornare alle 15 del pomeriggio per sapere se si rientra nella lista degli ammessi (in ordine di arrivo). Oltre a perdere parte della vostra giornata arrampicatoria, vi verrà con tutta probabilità assegnato il posto per una sola notte. Noi abbiamo optato per questa soluzione per una notte.4 - Sborsare fior di dollari per dormire nelle tende del Curry Village o altre strutture in valle (140 dollari c.a per una notte in tenda).Dormire all’esterno del parco. La ricettività è un migliore all’esterno del parco, ma significa andare vicino a Mariposa o ad Oakhurst. Noi ci siamo trovati abbastanza bene allo Yosemite Bug, un ostello con camere e camerate. Bagni e docce sono sempre puliti, vi si trova una cucina a disposizione di tutti gli ospiti ed un bar-ristorante. Le prenotazioni qui possono essere effettuate anche con breve anticipo, posto che ci siano ancora posti liberi.5 - Ottenere un permesso per un’escursione di più giorni. La notte precedente l’escursione e la notte seguente “si ha diritto” ad alloggiare presso il Backpackers Campground, detto fra noi il più sfigato tra i campeggi! Decisamente distante dal primo parcheggio disponibile con un fiume che può andare in piena di notte, servizi inesistenti e nuvole di zanzare. Senza contare che dovrete chiedere il permesso all’Ufficio dei Ranger, pagare, etc…Una notte abbiamo fatto così, e logicamente poi abbiamo evitato.6 - Fare i furbi! Se non si rispettano le regole del parco si rischiano multe molto salate. Dormire in auto è severamente vietato, però la sera abbiamo trovato qualche auto parcheggiata a El Cap Meadows. Appena fuori dal parco c’è qualche piazzola dove non si rischiano le multe, ma comunque non permesso. Una notte l’abbiamo passata così, in compagnia di molti altri turisti e climbers stranieri rimasti senza un posto ove dormire.7 - Salire una via su El Capitan. Se ne avete le capacità sarà non solo una enorme soddisfazione per la vostra carriera di climber ma risolverete economicamente il problema di trovare un’alloggio nella valle e scoraggerete eventuali attacchi alle vostre riserve di cibo da parte degli orsi.8 - Cambiare la vostra destinazione per le vacanze. Noi ci siamo spostati a Red Rock! ParcheggioDovrete arrivare in valle molto presto al mattino per riuscire a trovare parcheggio vicino alla parete che desiderate salire. Verso metà mattina il numero di turisti è tale che potreste trovarvi a girare anche un’ora prima di trovare un parcheggio in un punto qualunque. Conviene piazzare l’auto da qualche parte e non spostarla più fino a sera, usufruendo dei numerosi ed affollati bus per gli spostamenti. MangiarePare che il fornello a gas non sia proprio americano, loro preferiscono affumicarsi con il barbecue.C’è un piccolo market al Curry Village ed anche un self-service e pizzeria (costosi).

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