Cima Canali, via Heidi

Di fianco alla logicissima ed estetica via Buhl, Diego Dalla Rosa e Marco Simoni nel 1978 hanno saputo trovare una linea in pura arrampicata libera che affronta direttamente il problema della parete del Pilastro. L’arrampicata è bellissima, per esili fessure ed in parete aperta, spesso anche per strapiombi ben appigliati. A parte la prima fessura gialla, la roccia si presenta nella sua qualità migliore, ben lavorata ed adatta all’arrampicata.
Chiodatura completa alle soste, assente invece su molti passaggi, dove comunque i friends fanno il loro dovere.
Nel salire siamo stati un poco incerti sulla linea da seguire, in quanto la parete è spesso molto omogenea, ma abbiamo rinvenuto molti cordoni lasciati da qualcuno che ha voluto evidenziare il percorso corretto.
Comoda la discesa lungo la vicina via Buhl, anche se ci si è incastrata la corda sulla seconda doppia.

gruppo Pale di San MartinodifficoltàV+, VIsviluppo500 mt c.a. quota max2.900tempo6 ore e 30'appoggiorif. PradidalicartografiaTabacco 022data07/06/15

Descrizione dei tiri

schizzo pdf

L1 – Salire facili rocce diagonalmente verso dx, per roccia grigia con spuntoni, quindi da una nicchia gialla ancora in obliquo a dx. Sosta su 2ch e cless. 40m, IV

L2 – Salire qualche metro verso destra per prendere un diedro giallo e grigio. In alto, da un passaggio a volte bagnato, si esce in strapiombo con grosso appiglio(ch). Tenersi ora a destra della fessura (ch) e salire ad una sosta con cordoni su clessidre. 30m. Proseguiamo oltre per parete lavorata, nel finale rientriamo verso la fessura e raggiungiamo un comodo terrazzo chiodato. 50m, IV+ e 1pV
Fine della parte in comune alla Buhl

L3 – Per rocce facili, verso dx, si raggiunge una fessurina gialla con evidente scaglia. I primi metri sono friabili (2ch), la scaglia bella sonante. Sosta alla base del diedro che è la continuazione della fessurina. 25m, VI-

L4 – Salire il diedro giallo, strapiombante, incastrando dadi e friend a piacimento. Si raggiunge una conca, quindi si affronta direttamente il nuovo strapiombo (possibile aggirarlo a sx) e per fessurina più facile si sosta su terrazzino un po’a dx, sotto i gialli, su 1ch+1cless. 35m, VI e V+

L5 – Una breve fessura gialla è la porta d’ingresso all’oceano di roccia omogeneo del Pilastro. Dalla roccia grigia (1ch), si va direttamente per la fessurina di dx, quindi si piega leggermente a dx per portarsi in un diedrino giallo (1ch alla base). Alla fine di questo, si supera uno strapiombo con fessura stando sulla dx (1cord) e solo leggermente a dx si prosegue per fessurine (1cord) e si sosta in nicchia su cengetta, su 1cless con cord. 40m, V e V+

L6 – Obliquare a sx puntando alla roccia grigia. Oltrepassare una concavità con strapiombino (1cord) e poi più facilmente alla sosta (cord) in nicchia sopra ai grigi. 25m, IV e V

L7 – Rimontare in placca a dx (1cord), alzarsi solo 1m (1ch), quindi traversare decisamente a dx ad un diedro appena accennato. Salito questo, oltre un gradino misero (1ch), conviene proseguire ancora per parete strapiombante (1cord) ed uscire su cornice. Traversando a dx si è ad una comoda sosta su 3cless con cordone. 50m, VI-, V e V+

L8 – Ritornare a sx per la cornice ed obliquare ad un evidente spigolo con roccia nera, che può essere risalito per la placca di dx. Sopra allo spigolo, sosta attrezzata sotto ad un tettino giallo. 25m, IV e IV+

L9 – In questo tiro probabilmente ci sono più possibilità. Comunque, superiamo lo strapiombo sopra la sosta in obliquo a sx tra due nicchie. Dritti quindi per strapiombino nero, poi in leggero obliquo a sx per parete poco proteggibile (1cord). Deviare decisamente a sx verso nicchie grigie (più facile che andare dritti). Rientrare obliquando a dx sempre sui grigi (lasciare ben in alto la zona gialla!). Oltre ad una scaglia scura, dietro ad uno spigoletto (1cord) si raggiunge una comoda sosta su cengetta. 35m-40m, VI- e V+

L10 – Per la fessurina di fianco alla sosta, o per quella subito dopo, si raggiungono rocce appoggiate che portano sotto il giallo salto finale. Sosta spostata a sx su 2 vecchi chiodi (altre possibilità?). 30m, V e IV

L11 – La relazione dice di seguire un diedro giallo di sesto. Noi stiamo solo 2 metri a dx di un brutto diedro giallo, per fessurine solide e divertenti, uscendo dal Pilastro girando uno spigolo. Salendo per lo spigoletto qualche metro c’è una buona cless, altrimenti meglio stare subito bassi e trovare un punto di sosta.

L12 – Per andare in cima, ci si può slegare. Per la sommità del Pilastro e le calate della Buhl può essere conveniente fare un altro tiro di corda per il caminetto subito a dx dell’uscita della via (III?)

Tempo – 6 ore e 30′

Avvicinamento

Dal rifugio Pradidali si seguono le tracce che scendono nell’avvallamento antistante, quindi si risale un ghiaione e delle solide roccette fino all’evidente cengia. La si segue verso dx finché non si estingue e la parete appare più abbordabile


Discesa

A doppie
Se non si va legati su L12: risalire in obliquo i gradoni a dx del Pilastro, raggiungendo i bolli rossi di discesa della Buhl. Seguire delle cengette verso sx fino all’uscita della Buhl (scritta “Discesa” sbiadita). Abbassarsi all’evidente spiazzo ghiaioso sottostante (10m, II), dove si rinviene la prima calata.

CD1 – calandosi si entra nella fessura. La calata logica successiva è da un sasso incastrato in zona umida 40m più sotto. Però a noi si è incastrato il nodo e sono dovuto risalire… Magari spezzate la calata se potete, o magari è stato solo un caso.

CD2-6 -5x30m circa (usate 2 corde comunque!) nella fessura. Sono sempre con cordone dello stesso tipo.

CD7 – 40m, per parete più verticale fuori dalla fessura

CD8-9 – 2x50m fuori dalla via Buhl fino alla cengia di attacco.

Tempo – 2h circa

 

Per la via Normale

L13 – Sul versante che da sul “Salame” traversare lungamente seguendo i bolli rossi. 30m II e III

L14 – Risalire una paretina con fessura e sostare più avanti su spuntone. 15/20m, III

L15 – Salire un canale-caminetto e dunque una placca fino a delle ghiaie. Sosta su spuntone. 45m, II e III

Ora conviene slegarsi. Seguire bolli e ometti lungo la cengia/cresta con gendarme. Si risale lungo placche lavorate dall’acqua (punti bagnati). Frecce rosse indicano i canalini che conducono fino alla forcella sotto la cima.
[Per la cima si rimontano facili e solide roccette poco prima della forcella (a sx) con percorso libero (II)]
Dalla forcella si seguono ometti e bolli per una cengetta fino alla base di una stretta cresta. Noi aggiriamo con percorso poco esposto a sx. Si seguono gli ometti lungo creste e discesette (ignorare calata con cordino in clessidra verso sinistra).
Tre calate da 25m (ch o cless con cordini e maillon) permettono di scendere più velocemente fino alla forcella tra la Figlia e la Torre Gialla (calate quasi successive, eventuale quarta calata da 10m in clessidrina per arrivare alla forcella altrimenti III).
Si scende ora sul lato sx del canalone, bolli un po’sbiaditi. Molto I e II in canalini di buona roccia. Una calata su cless permette di evitare un ripido salto. Si passa nel fondo del canale e a sx più avanti si trova una calata su 2ch che deposita sul nevaio. Seguire ometti e traccia a sx (tratti detritici) fino alla lingua di neve che esce dal canalone, fuori dalla montagna. Lo si attraversa e con veloce ghiaione si ritorna al rifugio.

Tempo dall’uscita della via fino al rifugio – 6h (accorciabili anche a 4)


Materiale

Indispensabili dadi e friend medi


Vedi anche

Cima Canali, Fessura Buhl

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