Monte Penna, 2196 m

Questa gita è una classica dello scialpinismo poco impegnativo, ed è percorribile anche con le ciaspe. Raggiungere il Rif.Venezia è di per sè una meta valida e molto frequentata, senza difficoltà e pericoli, su sentiero spesso ben battuto. La salita al Monte Penna è più impegnativa, specie se bisogna batter traccia, e presenta un tratto finale non proprio sicurissimo.
Salendo senza relazioni e sembrandoci la cima più alta a maggior rischio valanghe, abbiamo raggiunto una cima leggermente spostata di solo qualche metro più bassa. Panorama grandioso sul Pelmo, Dolomiti Zoldane e Dolomiti del Cadore.

Sintesi del percorso: Zoppè – strada asfaltata – Tabià Belvedere – Passo Rutorto – Viza Vecia – Cima – Viza Vecia – scorciatoia – bivio per Zoppè – sent.471 – Sagui – parcheggio

gruppo PelmodifficoltàEdislivello650 mtquota max2.196tempo3h e 30' la salitaappoggiorifugio Veneziadata15/01/11

Salita alla Cima Ovest

Partiamo da Zoppè di Cadore, raggiungibile agevolmente (a meno che non abbia nevicato da poco!) da Forno di Zoldo. Oltrepassata la chiesa, dopo 100m giriamo a dx (indicazioni Rif.Venezia) e parcheggiamo subito. Se la strada è buona si può continuare.
Camminiamo sulla strada asfaltata raggiungendo un gruppo di nuove case in posizione solare. Vicino a queste si gira a dx, per mulattiera in falso piano. Al bivio successivo prendiamo il sentiero che va a sx, tralasciando la larga strada per il rif.Talamini.

Ora non ci si sbaglia, si segue sempre il sentiero attraverso il bosco e qualche tratto più aperto sotto alla parete rocciosa della nostra cima. Arriviamo in vista del Pelmo (a dx si scende a Zoppè) e proseguiamo con un lungo tratto in piano fino al Passo di Rutorto, a poche decine di metri dal rifugio Venezia.
Ora seguiamo una larga cresta a sud (troviamo una buona traccia di motoslitte) fino ad una stazione meteo, scendiamo quindi nella conca sottostante. Fin qui vi si può arrivare evitando il Passo salendo i facili pendii a dx, prima di raggiungerlo.Tenendoci alquanto a dx entriamo nel bosco. Noi seguiamo una traccia battuta ma se doveste batter traccia saranno utili dei segnavia bianco-rossi posti alti sugli alberi. Finite le tracce entriamo nel bosco più fitto seguendo segnavia e bolli rossi. Oltre un valloncello queste andrebbero a sx, ma noi le perdiamo e andiamo a dx. Ci portiamo progressivamente fin quasi in cresta, quest’ultima però la evitiamo perché ci sono dei grossi accumuli sporgenti. Continuiamo così fino alla nostra quota minore, ugualmente panoramica.

Tempo – 3h30′


Discesa

Come all’andata, scendiamo dal Monte Penna e con la scorciatoia evitiamo di passare per il Passo di Rutorto. Al bivio strada/sentiero per Zoppè prendiamo il sentiero. Questo scende decisamente più svelto attraverso il fitto bosco ma è da evitare qualora non vi siano tracce, infatti i segnavia sono pochi. Sbuchiamo vicini ad un ponte di legno, lo attraversiamo e oltrepassiamo un capitello. Un bivio ci permetterebbe di scendere a dx in centro alla loc. Sagui. Andando dritti si arriva comunque a Sagui, però più vicini al parcheggio da dove siamo partiti.

Varianti

Per raggiungere la cima principale bisogna spostarsi presto a sx, già nel bosco sotto ai pendii aperti del Monte. Forse basterebbe seguire i segnavia!

Se avete parcheggiato alle ultime case di Zoppè è sconveniente fare la nostra discesa.

Passare sotto le pareti del Pelmo, ad esempio se partiste da Coi o dal Passo Staulanza, può essere più complicato e pericoloso per raggiungere il Rifugio Venezia.