Pala di San Martino, Gran Pilastro

Classica ascensione nel gruppo delle Pale, la troviamo frequentata anche durante la settimana. Una via comunque non banale in quanto, seppur le difficoltà tecniche non siano elevate, si deve far il conto con un dislivello ed uno sviluppo non trascurabili (600m e 750m circa). A fine giornata la stanchezza sulle gambe si fa sentire, specialmente se si somma l’avvicinamento da San Martino
Il bivacco in cima dispone di 4 posti comodi e 2 non ben identificabili posti di emergenza, consiglio di non salire certi di dormire in cima in quanto bastano altre due cordate e nel bivacco non c’è più posto.Vero anche che dormendo in cima si ha modo di riposarsi per l’impegnativa discesa e di godere di uno spettacolo indimenticabile…

Primi salitori: G. Langes, E. Merlet, 24 luglio 1920

gruppo Pale di San MartinodifficoltàIII e IVsviluppo870 + 150 mtquota max2.987tempo7 oreappoggiorif Pradidali e Rosetta, biv. delle GuidepartenzaTabacco 022data16-17/07/08

Il tracciato è molto libero: troverete diverse relazioni, noi ci siamo arrangiati bene con lo schizzo di Scalet. Roccia ovviamente ottima, specialmente da dopo il caminone.
L’esposizione sud-ovest assicura in quest’ultima parte un’arrampicata solare, divertente e piacevole.

Descrizione dei tiri

L1 – Seguiamo la rampa, superando 1ch e 1friend incastrato. Sosta a destra su spiazzo, con 2ch o clessidrona. 50m, III

L2 – Ancora per la rampa, tenendosi magari sulla destra. Sostiamo non molto sotto ad una cengia. Sosta choidata. 50m, III

L3 – Sulla destra saliamo un caminetto con roccia discreta, fino alla cengia. Traversiamo lungamente in piano verso destra. Sostiamo su uno spuntone quando la cengia inizia a scendere. 40m, III e 0°

L4 – Invece di scendere traversiamo in quota per una cengia più stretta fino ad un terrazzo con detriti. Più in là sostiamo sopra un risalto bianco alla base di un lungo camino, su clessidra. 50m, I e II

L5 – Si supera il primo salto. Entrati nel camino usciamo a destra grazie ad una lama, troviamo quindi 1ch. Ora per una rampa più facile ci riposrtiamo nel camino. Sosta su 2ch. 40m, IV
Se si preferisce il camino si dovranno fare i contri con un passaggio particolarmente stretto

L6 – Qui ci inventiamo una variante. Invece del camino superiamo la serie di fessure alla sua sinistra, su ottima roccia anche verticale. Senza allontanarci troppo dal camino sostiamo su esile cengia, su spuntoncini e dado. 50m, IV

L7 – Saliamo a destra per placca, rientriamo dunque nel camino (qui 1cordone e 1ch). Lo seguiamo su rocce slavate fino ad un terrazzino con buona clessidra, dove si dovrebbe girare a sinistra. 50m, IV e III

L8 – Aggirato uno strapiombetto a sinistra ci si riporta a destra nel camino. Lo si segue superando un restringimento e poi un salto un poco strapiombante. Sosta su 2ch alla base di due fessure. 50m, III e IV

L9 – Seguiamo la fessura-camino di destra, usciamo finalmente dal camino, al sole. Dopo qualche metro sulla costola di destra ci spostiamo sulla parete grigia di sinistra. Risaliamo leggermente in obliquo a sinistra, nei pressi di una fessurina, fino ad un terrazzino con 2ch su pareti opposte. 50m, IV e III

L10 – Per breve paretina ci portiamo su una cengia. Sosta su ch. 10m, III

L11 – Seguiamo una rampa con fessura sulla sinistra, tenendoci magari più sulla sinistra. Questa si esaurisce su una cengetta con pseudo-ometti. Sostiamo su uno dei vari spuntone sulla sinistra. 50m, III

L12 – Ci portiamo all’estremità sinistra della cengia. Aggirato uno spigolo saliamo in verticale, obliquando leggermente a sinistra per andare a salire su roccia nera (puntare verso gli strampiobi gialli sommitali). Sostiamo su 1ch. 50m, III

L13 – Saliamo ancora nella stessa direzione, ancora leggermente a sinistra, fino ad uno scomodo terrazzino bianco con 2ch. 50m, III

L14 – Aggiriamo a sinistra un risalto, ci riportiamo a destra alla base di un corto diedro (qui 2ch). Saliamo il diedro ed uscita da esso proseguiamo all’incirca sullo spigolo (1ch). Sosta su 1ch in una zona di nicchie gialle. 45m, IV e III

L15 – Giriamo lo spigolo a destra. Saliamo verticalmente per parete (1ch e clessidre) per andare a sostare 10m sotto un caratteristico diedro giallo. 50m, IV e III

L16 – Saliamo un tratto di diedro. Da una nicchietta nera traversiamo sulla parete sinistra. Da una sosta (2ch) salimo dritti (si dovrebbe invece proseguire ancora a sinistra) per paretina non facile. Sostiamo a sinistra di uno spigolo, su 1ch e spuntoncino (altrimenti varie clessidre). 50m, IV

L17 – Su per placche adagiate fino alla base di una camino giallo sulla sinistra. Sosta su 1ch. 40m, III

L18 – Su per il camino (friend incastrato a sinistra). In cima ad esso preferiamo le paretine a sinistra dei blocchi piuttosto dei massi instabili di un camino. Sosta su spuntoni. 50m, III

Per la cima – si scende ad un intaglio, un poco a sinistra si risale per roccette facili ad una nuova anticima. Si traversa ancora a sinistra. Per roccette e poi per terreno elementare si guadagna la cima e il bivacco

Tempo – 7h di via + 15′ alla cima


Avvicinamento

Dal parcheggio degli impianti di risalita del Col Verde a San Martino si stacca a destra una strada sterrata. Dopo un tratto ripido seguiamo lungamente in piano a destra. Seguiamo una nuova sterrata a sinistra (da qui in poi si trovano indicazioni per il Rif.Rosetta e Pradidali). Ci inoltriamo nel bosco con tanti tornantini, arriviamo in vista della Pala (e della via, magnifico!). Si sale ripidi per terreni sassosi, si attraversa una galleria per poi risalire per prati con numerosi tornanti. Dopo una cengetta e ghiaie arriviamo al bivio Rosetta-Pradidali. Seguiamo allora a destra ed arrivati sotto la Pala puntiamo alla grande rampa grigia che sale in obliquo a sinistra verso il centro della parete. Alla base troviamo due lettere in rosso. Attacchiamo dunque all’inizio della rampa, in comune con la via Pisoni.

Tempo – 2h 30′
Dislivello – 800 mt c.a.


Discesa

Si effettua per la via normale, segnalata con bolli e frecce rosse, nonché ometti. Ottima la relazione Sassbaloss.
Dal bivacco si scende per la cresta in direzione opposta a quella di arrivo (est). Per ghiaie e roccette ci si abbassa verso la famosa cresta di torrette. Prima di queste c’è una eventuale doppia per evitare 10m di II. Sceso questo risalto ci si porta a destra per cornice esposta fino alla prima forcelletta. Si inizia ad aggirare la torre a sinistra, si scende poco lungo una costola per prendere una cengia dietro uno spigolo. Al termine si trova la calata su 3ch con cordini e maillon. Ci si cala 20m ad un ancoraggio con 2spit e anellone. Ci si cala ancora 20m in un diedro (unendo le calate ci si sono incastrate le corde!). Si traversa in salita fino ad una nuova forcelletta. Qui si risale ad un gendarme passandolo a destra. Scesi ad un intaglio si passa a sinistra per cengia.

Si scende una paretina di III (anello per eventuale breve doppia), si traversa per cenge sempre in versante San Martino (esposto!). Prima di un canale nevoso si risale a destra (II). Scesi ad una forcella detritica si sale per un canalino obliquo a sinistra e poi facilmente (II) fino alla cima del “Pilastro dell’Amicizia” dove si trovano grossi ometti. Seguire gli ometti lungo le creste (saliscendi) e per delle cenge sotto tetti gialli. Ad un certo punto perdiamo gli ometti e ci perdiamo nella fitta nebbia dell’Altopiano. Per fortuna troviamo il tubo dell’acqua del rifugio che ci porta al passo di Roda!. Da qui si seguono i cartelli per San Martino, ricongiungendosi al sentiero di avvicinamento. Sbagliamo pure a scendere per una scorciatoia e ci troviamo al Maso Col e quindi passiamo il centro paese in rampichino.

Tempo – 2h 30′ dalla cima alla fine delle difficoltà + 1h al Rosetta + 1h al bivio con il Pradidali + 1h30′ alla macchina = 6 ore totali


Materiale

Le protezioni naturali sarebbero appena sufficienti. Consiglio qualche dado