Sass d’Ortiga, Cappellari-Timillero

Bella arrampicata, in uno degli angoli più selvaggi della frequentata Val Canali. Rispetto al classico spigolo ed alla Scalet-Bettega la parete è di certo più “severa”, visto che il sole arriva solo al tramonto e spesso la parete è solcata da larghe colate d’acqua (andate in periodi asciutti). Anche le ripetizioni sono esigue (dal libro di vetta sembra nessuna dall’agosto 2008) fatto percui in parete non si trova molto materiale. In aggiunta ci sono altri 2 aspetti che mi hanno fatto restare in pensiero finché non sono arrivato sotto alla parete: la relazione di Scalet è piuttosto approssimativa sia per quel che riguarda l’avvicinamento che per la descrizione della via stessa. Con questa relazione avrete sicuramente qualche pensiero in meno.
Primi salitori: R.Timillero-L. Cappellari, 16 luglio 1972

gruppo Pale di San MartinodifficoltàIV e Vsviluppooltre 500 mtquota max2.634tempo6 ore appoggiorif. TrevisocartografiaTabacco 022data28/08/11

La via si sviluppa su di un vago pilastro rivolto a nord-ovest, risalendo la parete per la sua massima estensione (parliamo di circa 500m di dislivello, o poco meno). Negli ultimi tiri (3) ci si porta molto prossimi allo spigolo Wiessner, anzi probabilmente si sale sul tracciato originale di quest’ultima. La parte centrale offre diverse possibilità, noi abbiamo trovato la nostra che sulla carta è forse più a sinistra dell’originale: poco importa visto che in questo modo non abbiamo trovato la “fessura inizialmente bagnata e friabile di V+” ed i tiri sono risultati estetici, diretti, solidi.
Roccia molto buona, spesso anche ottima (considerate che le poche ripetizioni non hanno ripulito adeguatamente la parete). Pochi chiodi e cordini, più che altro materiale di calata. Tranne qualche tratto ci si protegge bene come al solito con dadi, friends e clessidre.

Descrizione dei tiri

schizzo pdf

L1 – Si sale per la fessura umida (roccia discreta solo in partenza), scartando poi a dx in placca e risalendo un altra fessura facile che obliqua a sx, sulla grande rampa. Sosta su clessidra segnalata con cordino. 50m, III+ e III

L2 – Proseguiamo solo poco a dx scegliendo una concavità della parete, poi verso sx aggiriamo uno spigoletto (poco in là sosta con 1ch, 1clessidrina e cordini). Saliamo ancora una decina di metri verso dx per sostare sotto uno strapiombetto su clessidra. Più su la rampa prosegue, ma più verticale e bagnata. 30m, IV

L3 – Qui iniziamo a dubitare. Superato lo strapiombetto sopra la sosta obliquiamo solo alcuni metri a dx (1cless), per poi salire dritti una placca bianca difficilmente proteggibile, fino ad una lama-spuntone. Traversiamo a dx alcuni metri fino ad una zona concava con roccia nera. Risaliamo agevolmente la colata e sostiamo su clessidre. 55m, V e IV

L4 – Qualche metro sopra la sosta seguiamo un diedrino nero obliquo a dx (1ch) con passo strapiombante finale. All’uscita andiamo leggermente a sx per sostare su uno spuntone (più a sx ed in basso calata con cordini in clessidra). 20m, III e 1 passo di IV+

L5 – A sx della sosta superiamo uno strapiombetto sopra una bassa nicchia gialla. Proseguiamo dritti affrontando delle lame nere appigliate, poi ancora per placca con ottime prese e sempre più clessidre. Usciamo su una cengia disconnessa, sostiamo dietro ad una lama-pilastrino, su spuntone. 55m, IV+ continuo

L6 – In obliquo a sx raggiungiamo un diedro giallo e nero. Lo saliamo e lo assecondiamo anche quando svolta a dx con una fessurina grigia. Al termine lasciamo perdere la prosecuzione verticale (sembra bello però) e traversiamo a dx qualche metro fino ad un terrazzino con grande clessidra. 45m, IV+

L7 – Sopra la sosta superiamo una lama nera appena accennata, poi verso dx andiamo sotto un diedro con fessurina. Vinciamo il diedro anche con un passo strapiombante, uscendo poi a dx. In obliquo a dx puntiamo alla base di un camino, dove sostiamo su spuntone+clessidra (1ch a dx). 50m, V e V+, poi IV La relazione Scalet fa pensare che la via arrivi da dx a questa sosta

L8 – Evitando i primi metri a dx risaliamo il camino, che presto si appoggia ed esce su rocce facili. Girando a sx una costola appare la parte superiore della parete, per ghiaie e roccette andiamo a sostare sotto un grande pilastro, su spuntone. 55m, III+, poi I e II

L9 – Risaliamo a dx facilmente, anche un canalino, fin sotto una fessura camino che delimita a dx il pilastro. Ancora più a dx incombe il giallo pilastro risalito lungo il suo spigolo dalla Wiessner. Sosta da attrezzare (1ch+1friend, tolti). 30m, I e II

L10 – Saliamo la fessura, poco dopo uno slargo deviamo a dx per una rampetta fin sotto una parete gialla. Sosta su spuntone o clessidra. 55m, IV, III e II

L11 – Risaliamo a sx dei gradoni e ci portiamo sotto un diedro formato da una fessurina obliqua. A dx un camino con sassi incastrati permetterebbe il collegamento al “sasso incastrato” della Wiessner. Sosta su sasso. 25m, II

L12 – Si sale il diedro, inizialmente impegnativo con una fessurina un po’muschiosa. In ultima si esce a dx per placca e poco a dx si arriva alla base di una fessura (10m più a dx c’è il tiro chiave della Wiessner). Sosta da attrezzare (1ch+1dado, tolti). 40m, V e IV

L13 – Evitiamo l’inizio della fessura per la placca a sx. Poi deviamo a dx (1cless) e saliamo la fessura-camino. Dopo pochi metri facili sostiamo alla base della prosecuzione del camino, su 1ch da integrare. 30m, IV+ e IV

L14 – Non obliquare a sx ma superare direttamente la fessura gialla (cless in uscita), continua poi per canale facile fino alla cresta della vetta. Sosta su spuntone. 30m, IV+ e III

Tempo – 6 ore

Avvicinamento

Per arrivare alla base della parete nord ci sono almeno 3 possibilità

Quella originale (che abbiamo seguito):
dal Rifugio Treviso (a 30 minuti dal parcheggio di Malga Canali) si prosegue per il Passo Canali fino ad uscire dal bosco sotto la Pala del Rifugio, allo sbocco del Vallone di Sant’Anna dove a dx si andrebbe all’attacco dello spigolo Castiglioni. A dx è evidente un oscuro canalone che lambisce la Pala: si sale di là.
Evitiamo un primo sasso incastrato arrampicando sul costone semierboso di sx. Il successivo masso lo vinciamo con un passaggio verticale di III+. Proseguiamo più agevolmente, con passaggi di I e II. Per superare un altro sasso, che forma uno strapiombo viscido in un restringimento del canale, ci leghiamo (scarpette e materiale incluso!) e arrampicando sulla parete sx del canale troviamo un passo delicato di IV+ almeno (chiodo di sosta). Subito dopo superiamo un po’di schiena a sx un altro risalto (III) non cortissimo. Ora più facilmente nel canalone finché si vede poco in là un enorme masso giallo che sbarra la strada, allora scartiamo a sx per delle rampe di II grado guadagnando i prati in centro al Vallone. Saliamo ripidamente, poi deviamo a dx seguendo degli ometti ed una freccia rossa (!). Questi ci portano a rientrare nel canale. Poco dopo risaliamo a sx per rocce e proseguiamo in costa (evitiamo così altri viscidi salti), poi obbligatoriamente rientriamo nel canale. Gli ultimi massi li superiamo a sx ed infine usciamo nel catino alla base della parete nord. Dal punto più basso delle rocce si sale a dx per una trentina di metri un canale-scolo (possibile neve) fino ad un terrazzo dove inizia una fessura bagnaticcia e si intuisce l’andamento a rampa della parete, da dx verso sx. Altri 30m nello scolo e ci troveremmo sotto degli spaventosi strapiombi gialli. Tempo – 2h dal rifugio, 2h30′ in tutto

La più consigliabile (informazioni indirette dal gestore del Rif.Treviso):
Arrivati sotto la Pala del Rifugio lasciar perdere il canalone e proseguire ancora brevemente per il sentiero. Ci dovrebbe essere un sentiero addirittura con indicazione per la Forcella (od il Vallone) di Sant’Anna, con ometti e bolli. Con questo ci si ricongiunge al precedente alla fine dei ripidi prati. Tempo: probabilmente 1h30′ scarsa dal Rifugio.

L’alternativa in discesa
Dal Bivacco Menegazzi in versante Gosaldo si segue il sentiero dei Vani Alti e con una breve digressione si raggiunge la Forcella di Sant’Anna. Da questa in discesa (il terreno non sembra male) fino alla base della parete. Forse consigliabile, al limite, solo per le vie più in alto (via delle Guide, Castiglioni…)


Discesa

Proseguendo per la cresta verso sx una volta usciti dalla via si raggiunge la cima con libro di vetta e madonnina (1 passo di II).
Dalla vetta si seguono bolli rossi ed ometti che calano in versante est, lungamente per sentierino elementare, poi scendendo 2 tratti di arrampicata rispettivamente di II+ e II. Ancora per sentiero si raggiunge Forcella delle Mughe (1h circa) e quindi da qui, con sentiero segnato ma non comodissimo, si rientra al rifugio ed al parcheggio. Tempo – 2h-2h30′ al parcheggio


Materiale

NDA


Vedi anche

Sass d'Ortiga, via delle Guide

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