Vela Draga pare un luogo magico, in cui ogni sogno può prendere forma, nel mentre contempliamo le sue guglie rocciose, che sembrano personaggi sul palcoscenico di un ampio teatro all'aperto.Scendendo dal belvedere, da cui già si ha una vista mozzafiato sul canyon e soffermandosi in uno dei tanti angoli, sembra quasi di poter interrogare queste torri di calcare, di poter chiedere loro consiglio, come fossero li per te, apposta per ascoltarti. E passeggiare fra l'una e l'altra è continuo scoprire, nuove prospettive e molteplici punti di vista.

Non siamo nuovi qui, ed in effetti avevamo già avuto modo di toccare queste rocce una fredda primavera di qualche tempo fa. Ma più che scalarne ancora le caratteristiche pareti, desideravo ripercorrerne i sentieri, per scoprire ancora una volta la magia di questo luogo così riflessivo. Dalla torre Rukavica, piccola vedetta ci muoviamo fra gli spazi raccolti del Gorgona sino ai piedi della Veliki Toranj, il cuore, centro della valle.E ancora poi, passando attraverso l'Okno, una finestra naturale aperta sulla vastità dei colline e pianure istriane. Ci si trova infine di fronte a lei: Svijeća, esile e ardita, intenta ad osservare la leggera curva di quella linea ferroviaria che attraversa il brullo paesaggio, linea appena sufficiente a farci percepire il rumore di una civiltà lontana, che sembra toccare e fuggire da questa valle incantata.Camminando ancora una volta nel canyon, alla ricerca dei settori e delle linee più belle ed ardite da percorrere, i sentimenti non sono mutati, ed il silenzio qui, cadenzato solo dal leggero suono del vento è una sensazione stupenda. Ci godiamo gli ultimi raggi di sole di un aranciato tramonto scalando sulle belle placche del settore Nad Tunelom immediatamente sopra la linea della ferrovia, su una sottile cengia che ci era sfuggita la prima volta che avevamo visitato la valle.

A Vela Draga è impossibile oggi trovarvi la moltitudine di scalatori che occupano invece le palestre di roccia più recenti e se vogliamo "di moda" nei pressi di Buzet; più facilmente non vi si trova anima alcuna, fatto questo che enfatizza quella romantica sensazione di pace che già di per se la valle trasmette. Dal 1998 il canyon, diventato area protetta, offre un semplice percorso di circa 2 chilometri corredato di pannelli didattici, che lo attraversa, raccontandone, non solo i fenomeni geologici che hanno contribuito alla sua formazione, ma anche la storia alpinistica; una storia che fa capo al noto Emilio Comici, primo scalatore nel 1931, della parete Nord della Veliki Toranj (Torre Grande).Oggi qui si contano circa cinquanta monotiri sparsi nei diversi settori, a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro. Si tratta perlopiù di placche tecniche con una prevalenza di difficoltà fra il 5c ed il 6b.Non solo affascinante a vedersi, ma anche meritevole d'esser scalata è la bella Veliki Toranj, che offre, oltre alla storica ed anche più facile, Comici brid (6a) altre 4 splendide linee, combinabili in due tiri, che permettono di raggiungerne la sommità.


Per un'approfondimento ulteriore sui settori più meritevoli vi consigliamo di leggere l'entusiasmante racconto di Luca Bridda "La falesia di Vela Draga in Istria, Croazia" Per le info tecniche invece, non solo su Vela Draga ma anche sugli altri siti di arrampicata sportiva nei dintorni invece rimandiamo alle guide: Boris ČujićCroatia - Penjački vodič • Kletterführer • Climbing guide • Guida d’ arrampicataed. Astroida, 2014 Luciano Frezzolini - Erik Švab - Janez Skok - Doriano Perhat - Danilo Cedilnik DenArrampicare Senza Frontiere - Trieste, Litorale Sloveno, Istriaed. Sidarta, 2014

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