Cima d’Ambiez, via della Concordia

“L’invitto e affascinante era là: il diedro della parete Est. Un unico formidabile a picco di 400 metri senza coste, senza respiro, un susseguirsi conturbante di neri e gialli.” (cit. Armando Aste).

Questa splendida linea prende il nome dalla collaborazione che nel 1955 portò le cordate Aste-Miorandi ed Oggioni-Aiazzi in vetta alla Cima d’Ambiez dopo due giorni di salita “per ricordare il nostro incontro e l’amicizia nata”.
Itinerario splendido, vario ed elegante, che nella prima parte si svolge su placche grigie più tecniche per poi proseguire lungo fessure e diedri gialli decisamente più atletici. Una grande via classica, che oggi forse suscita meno attenzioni rispetto alle vicine moderne linee di Orlandi, ma che proprio per la sue caratteristiche merita la ripetizione.

gruppo Brenta, Val d'AmbiezdifficoltàVI, pass. di VI+ o A0dislivello350 mtquota max3.102esposizioneSudtempo5 oreappoggiorif. AgostinicartografiaTabacco 053data09/08/22

Avvicinamento

Punto di partenza è il Rifugio Agostini in Val d’Ambiez, che si raggiunge in circa 1h15′ dal Rifugio Cacciatore. Disponibile un servizio jeep che conduce al Cacciatore in 30′, con partenza del Ristoro Dolomiti a San Lorenzo, altrimenti vanno sommate almeno altre 2 ore di cammino.
Dal rifugio Agostini si sale per sentiero segnato la Val d’Ambiez, in direzione del sentiero Brentari e della Vedretta d’Ambiez. Si oltrepassano gli attacchi delle classiche vie della Torre d’Ambiez, quindi aiutati da due tratti attrezzati si arriva all’altezza della netta cengia che traversa sotto la parete della Cima d’Ambiez.

Giunti all’inizio della cengia basale, nel punto in cui è più comoda, si nota una grande colata nera (che si salirà dal quarto tiro in poi) a cui seguono fessure gialle strapiombanti. L’attacco della via della Concordia si trova sulla verticale della colata nera.
Una fessura nera punta ad un altra fessura obliqua e gialla 40m più in alto. È possibile attaccare qui oppure, come abbiamo fatto noi, per la fessura più esile sulla dx.
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Tempo – 45′ dal rifugio


Descrizione dei tiri

L1 – Per placchetta si raggiunge la fessura, che va seguita. Presso un passo più difficile con Strapiombino c’è 1ch. Poi più facilmente ad una cornice, da dove si traversa facilmente a sx qualche metro, fino ad una comoda sosta con 2ch. 40m, V, V+, IV

L2 – Seguire la fessura gialla obliqua a dx, superando qualche piccolo strapiombo. Sosta non comodissima su 2ch. 35m, V+

L3 – La fessura proseguirebbe gialla, difficile e friabile. Si traversa invece a sx in placca, trovando alcuni chiodi (integrabile con friends) raggiungendo la caratteristica colata nera. Sosta su 3 ch. 20m, V+

L4 – Dopo un primo tratto più ostico si prosegue per fessure e diedri. Sosta spostata un po’ a dx. 30m, IV+

L5 – Simile al precedente, si prosegue per evidente camino-diedro. Una decina di metri prima che questo termini sotto rocce gialle, si trova una sosta sulla dx. 30m, IV

L6 – Facilmente fin sotto un evidente camino giallo, che in alto termina sotto paurosi strapiombi. Chiodi alla base. Salire il camino, inizialmente liscio e difficile, da proteggere. Poi diviene più appigliato e si sale fin sotto tetti gialli, dove si sosta scomodamente su 2ch e spuntone. 40m, V+ e V

L7Tiro chiave – Traversare dx su roccia gialla un po’ dubbia. Presso 1ch si sale in obliquo raggiungendo una fessura rovescia. Qui traversare nettamente a dx fino ad un terrazzino con chiodi dove eventualmente si può fare una sosta intermedia (consigliabile, verificare chiodi). Salire dritti e passare un breve diedrino atletico (ch, possibile A0). Traversare a sx sotto ad una parete nera, ad una sosta abbastanza comoda. 25m, V+ e VI+

L8 – Dritti per la colata nera, quindi superare uno strapiombo a sx di un naso giallo. Proseguire per divertente camino giallastro. Sosta scomoda su chiodi, poco sotto un tetto triangolare. 40m, V, VI, IV+

L9 – Aggirare a sx il tetto, passando per uno spigolo e raggiungendo un camino giallo con roccia sorprendente, ma anche con un po’ d’erba e guano. A sx di questo, passare un altro corto diedro giallo sbilanciante (ch, possibile A0). Rientrare a dx in un camino e dopo alcuni metri sostare comodamente a dx. 40m, IV, VI, IV+

L10 – Eventualmente con un breve giro a dx, si va a prendere la fessura nera sopra alla sosta. Dritti per fessurine finché si intuisce una cornice sovrastata da tetti. Si esce verso dx (cordino che segna il percorso) e si esce dalla parete arrivando ad una zona terrazzata. Si attrezza una sosta a friend oppure si traversa a dx fino ad una clessidra con cordino. 50m, IV, V+, V

Tempo – 5 ore

schizzo pdf

Discesa

Dall’uscita della via conviene salire per rocce facili (I-II) e ghiaie per un centinaio di metri, fino ad una larga cengia dove si può traversare brevemente a sx (sud) e girando lo spigolo di cresta collegarsi alla via normale (molti ometti).

Inizialmente si scende in corrispondenza della cresta sud, poi si disarrampica un canale a sx di un avancorpo. Con percorso a zig zag si scende per cenge e salti fino ad un intaglio (con i Denti d’Ambiez), da dove si prende un canale sulla sx per tornare alla cengia di attacco.
Recentemente, in occasione dell’apertura del percorso Alta via delle Normali, tutta la discesa è stata attrezzata con numerose calate, così che è possibile scendere senza effettuare alcun passaggio di arrampicata, di conseguenza è più difficile perdersi in caso di nebbie, frequenti nella valle. Gli ancoraggi sono tutti a norma, predisposti su 2 resinati + moschettone. La lunghezza delle calate varia tra i 15 e i 30m, quindi effettuabili sempre con una corda. Noi ne abbiamo contate 14 in totale, ma ne abbiamo saltate forse un paio nella parte alta.

Tempo – 2h fino al rifugio Agostini

Materiale

Serie di friends dal blu piccolo al blu grande.

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