Croda da Campo

Questa poderosa cima chiude a sud le maggiori elevazioni della catena del Popera, risultando tra i migliori punti panoramici delle Dolomiti di Sesto bellunesi.
La via normale sfrutta quasi interamente il sentiero segnato in versante est per forcella Valdarin, quindi se ne scosta andando ad infilare un faticoso canalone. Nel complesso non è una salita difficile ma è obbligatorio avere una certa dimestichezza con terreno friabile e detritico.
Dal libro di vetta sono inspiegabili le poche visite nella bella stagione (10 quest’anno), probabilmente sono maggiori quelle invernali quando la montagna offre una bella e classica scialpinistica.

gruppo dolomiti di SestodifficoltàEE, I gradodislivello1350 mtquota max2.712tempo7 ore totalipartenzaPasso S. Antonio, 1476mdata14/09/13

Descrizione della salita

Partiamo dal Passo Sant’Antonio (detto anche Passo dello Zovo).
NB è forse più consigliabile partire dai pressi del Lago di S.Anna, poco più giù del passo in direzione Padola, per agevolare la discesa.
Seguiamo la buona strada forestale con indicazioni per Casera Ajarnola, attraversando dei bei prati con fienili. Ignoriamo una deviazione per il Monte Ajarnola e procediamo sempre per sterrata prima in salita e poi in piano. Poco dopo dobbiamo pure andare in leggera discesa, fino ad un bivio dove si incrocia la sterrata che sale dal Lago di S.Anna. Qui si deve svoltare per il sentiero 125 in direzione Forcella Valdarin. Tempo: 45minuti.
Si procede per traccia inerbata nel bosco, si esce in una zona di mughi ed infine si entra definitivamente in un grande vallone detritico, il Giao Càneva. Si sale per ghiaie, poi per i pendii erbosi di sx su labile traccia (alcuni segnavia cai). Si procede ancora per evidenti tornantini su ghiaie fino allo stretto canalone che porterebbe alla Forcella Valdarin. Abbandoniamo qui i segnavia, dove uno spuntone che fa da spartiacque dall’altra parte del canalone presenta un grosso ometto ed una scritta “canale pericoloso” (quota 2215m). Tempo: 2h dal parcheggio.
Seguiamo delle tracce su zolle erbose (ometti) e traversiamo un primo canalino roccioso per raggiungere un più vasto pendio erboso. Ci portiamo sulla dx e saliamo il pendio. Molto in alto rinveniamo degli ometti che ci guidano nell’attraversamento di un secondo canale.L’attraversamento può essere molto difficoltoso in presenza di terreno gelato. Procedendo ora quasi in piano raggiungiamo l’evidente e logico canalone sulla dx che scende dalla Croda da Campo (vedi foto).
Si risale il canalone, seguendo i punti più deboli e gli ometti. Nella prima parte si presenta agevole, poi un salto con massi incastrati va evitato facendo un giro sulla sx. Nella parte alta del canalone c’è molta ghiaia mobile ed è preferibile rimanere sulle roccette affioranti di sx. Infine per un pendio di zolle si raggiunge un’ampia spalla panoramica.
Ora si continua a salire seguendo segni rossi ed ometti, per cengette e ghiaie (la traccia è evidente). Più avanti si affronta anche un breve canalino con passaggi di I grado e si conclude per le ultime ghiaie sulla bella vetta.

Tempo – 4h e 15′ dal passo


Discesa

Per la stessa via di salita. Eventualmente è possibile sfruttare per un tratto le ghiaie di fianco al sentiero che scende da Forcella Valdarin.
Se siete partiti dal passo Sant’Antonio dovrete affrontare anche un tratto in leggera salita (massimo 50m di dislivello)


Varianti

Una possibilità per rendere più varia l’uscita è quella di aggiungere anche il Monte Ajarnola, salendo dal Passo Sant’Antonio e ricollegandosi alla via normale della Croda da Campo scendendo per Forcella Valdarin. Stando al libro di vetta è una soluzione abbastanza comune.
Altra variante è quella del sentiero del “Monte Zovo” che collega il sentiero che sale al Monte Ajarnola con il sentiero 125 per forcella Valdarin.
Per i più avventurosi: la via dei primi salitori sale dalle ripide ghiaie in versante Val d’Ambata.