Spalti di Col Becchei, via Los Angeles ’84

Aperta da Mario Dibona e Paolo Bellodis nel 1984, la via Los Angeles ’84 rappresenta, non solo la prima linea aperta sulla parete degli Spalti, ma senza alcun dubbio anche la più caratteristica ed estetica. Essa segue infatti l’evidente sistema di diedri-fessure che incidono a metà la parete, superando con arrampicata impegnativa un grande diedro di roccia compatta giallo-grigia.
Le difficoltà sostenute lungo tutto l’itinerario, la roccia compatta e l’arrampicata sempre elegante e tecnica in fessura e Dulfer rendono questa salita un vero gioiello, particolarmente adatto alle fresche giornate autunnali, vista l’esposizione, la quota relativamente bassa ed il modesto sviluppo.
La valle peraltro offre anche panoramicamente il meglio di sé proprio in questa stagione.

La via è stata restaurata proprio a settembre 2021 dallo stesso Dibona, che ha reso più sicuro l’itinerario aggiungendo spit alle soste ed ulteriori protezioni lungo i tiri in corrispondenza dei tratti più ostici.

Decisamente meritevole, anche se lunga, la discesa che si ricongiunge alla via Normale al Taé. Essa consente di risalire gli Spalti sino a raggiungere una sommità, che regala panorami incantevoli sulle cime circostanti, altrimenti non apprezzabili dalla cengia di uscita.

gruppo FanesdifficoltàVI+ e A0 o VII-sviluppo200 mt quota max2.350esposizioneSud Ovesttempo5 orecartografiaTabacco 03partenzatornante di Sant'Umbertodata25/09/21

Avvicinamento

Sì può parcheggiare al tornante di Sant’Uberto, dove parte anche la strada per Ra Stua.
Dal tornante si scende per sentiero fino alla strada asfaltata che si inoltra in val di Fanes (indicazioni). Fin qui si può arrivare anche dal centro visitatori. Ora si segue la strada poco pendente fino ad oltrepassare il Ponte Outo (informarsi, lavori in corso), dove conviene staccarsi e continuare per un sentiero più diretto e ripido sulla destra (n.10). Si riprende la strada inoltrandosi in Val di Fanes, ormai in vista della parete. Al primo ponte (fin qui 1 ora e 15 min) si passa sull’altro lato del torrente e lo si segue parallelamente per sentierino per 100-200m, quindi si scarta a dx (ometto) per bosco ripido e successivamente si asseconda la traccia che taglia a sx in piano per un buon tratto, portandosi in linea con la parete. Una traccia ripida con altro ometto guida brevemente fino alle ghiaie sotto parete ed alla base dello zoccolo costituito da cenge e risalti.

Da qui si sale per una corda fissa e poi effettuare un largo giro per una cengia a sx. Attacco sotto l’evidente grande diedro.

Tempo – 2 ore

Alcune guide riportano la possibilità di usufruire di un servizio taxi-jeep per il tratto di strada.
Un’altra possibilità è salire in mountain-bike oppure in e-bike.

Descrizione dei tiri

L1 – Una rampetta conduce all’inizio del diedro. Salire per questo ad una bassa cengetta (ch a terra) e a dx superare una breve placca difficile. Verso sx si va a sostare su gradino, nel diedro. 2 spit di sosta, 2 di passaggio. 20m, V+ e VI

L2Tiro chiave. Dritti per fessura con bellissima roccia nera concrezionata (corda sx). Aggirare a dx un naso. Uscire dal diedro verso un intuibile terrazzino, dove si trova una vecchia sosta. Dritti per lama e diedrino fin sotto un tetto, quindi traversare a dx ad una
scomoda sosta. 2 spit di sosta, 4 di passaggio. 30m, VI+

L3 – Oltrepassare una sosta con 2ch e salire per diedro con belle gocce. Sostare su piccolo gradino. Sosta su 1 spit nuovo+1 spit vecchio+1ch, 1 spit di passaggio. 20m, V+

L4 – Dritti per il diedro (cless) fin sotto uno strapiombo. Qui si può salire dritti (VI+) oppure più facilmente per una fessurina a dx. Più in alto il diedro diventa giallastro, con un ulteriore strapiombino. Dritti nel diedro a libro (3ch) fino a sostare sotto un tetto, dentro ad una nicchia. 2 spit di sosta, 3 di passaggio. 30m, dal V+ al VI+

L5 – Traversare a sx sotto al tetto (3ch) e sostare scomodamente appesi su una falsa cengia (sosta in comune con la via Thriller). Sosta su 2 spit. 10m, V

L6 – Tiro delicato. Salire con difficoltà sopra alla sosta (1ch). Proseguire a sx per un diedro (spit a sx, poi ch). Salire per una specie di spigolo verso zone erbose (2 ch, delicato!). Superare un diedrino corto e liscio (ch). Andare a sx ad un albero e seguire zolle erbose con alcune lame di brutto aspetto. Sostare su cornice gialla. 2 spit di sosta, 4 di passaggio. 50m, VI

L7 – Traversare a dx 3m, salire dritti (2ch) a prendere una fessura slavata. Fuori da questa, traversare a dx ad una comoda sosta sotto strapiombi. 2 spit di sosta, 4 di passaggio. 20m, VI

L8 – Non si sale nel camino sopra la sosta, ma si passa su quello parallelo a sx. Salire in spaccata (2 cordoni su clessidre), uscire a dx su strapiombo aereo (2ch) e uscire dalla parete. Salire per prato e sostare sulla parete di destra. 2 spit di sosta, 2 di passaggio. 30m, V+, p. VII- (A0)

Tempo – 4-5 ore

schizzo pdfrelazione pdf

Discesa

Salire per prato fin quasi sotto ad un salto, quindi prendere una cengia erbosa a sx. Seguirla lungamente (esposto, delicato con erba bagnata) uscendo poi su un bel pianoro con alcuni alberi isolati. Da qui si può scegliere tra 3 alternative di rientro:

1 – A Doppie – Si raggiunge un boschetto di pochi larici non lontano dal bordo della parete. Qui, da un albero vicino al bordo , è possibile effettuare 4-5 calate sui 30m che depositano al livello della cengia di attacco. 1h. Si può ripassare per l’attacco e scendere per il sentiero dell’andata. 2h 15 totali – Soluzione non verificata

2 – Roccette – Come per il precedente si arriva al boschetto. Traversare ancora a dx e portarsi ad una trentina di metri da un profondo canale. Si scende ora per cenge e canalini, con vari andirivieni per labili tracce (no ometti) per un totale di 100 m di I e II grado a volte esposto. Al termine, si raggiungono i mughi basali. Traversando a sx per buona traccia ci si trova quasi all’altezza della cengia di attacco. Seguendo una traccia più bassa ci si collega poi al sentierino sotto le pareti. 1 ora  

3A piedi per il versante Nord evitando del tutto la Val di Fanes.
È un percorso certamente più lungo e poco conveniente, ma può essere preso in considerazione con una bella giornata limpida, per godere del panorama della cima.
In questo caso, conclusa la cengia di uscita, traversare un ghiaione e salire a dx per prati misti a rocce. Seguire la rampa erbosa più evidente e regolare, abbastanza ripida, che porta sui meravigliosi prati appena sotto la cima degli Spalti (qui esce la via Oasi). Salendo ancora si potrebbe cercare il sentiero CAI 418 – noi abbiamo voluto raccordarci alla via normale del Taé.

Traversando in quota raggiungiamo la cresta che unisce gli Spalti Col Becchei al Taé, che sul versante nord precipita con una parete. Seguiamo a dx la cresta con un paio di brevi saliscendi rocciosi (II) e prima del lungo pendio che condurrebbe alla cima del Taé rinveniamo i numerosi ometti e la evidente traccia della via normale. La si segue per ghiaie in discesa a nord, poi si può scendere dritti fino a prendere il sentiero CAI, ben evidente più in basso già dalla cresta. Ora si scende la Val Ruoibes de Fora per il sentiero, prima tra mughi, poi su ghiaie ed infine per bel bosco. Si esce su un prato con una casetta ed indicazioni. A sx ci si congiungerebbe con la strada per Ra Stua (forse più conveniente), noi andiamo a dx. Il sentiero si perde con qualche saliscendi, fino a calare su una larga sterrata, che seguita a sx in leggera salita porta al parcheggio di Sant’Uberto. 2 ore – Soluzione scelta

Materiale

Con l’attuale attrezzatura basta una scelta di Friends dal grigio piccolo al giallo o blu grande

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